L'ora del mietere è giunta di Renzo Baschera

Annuncia l'Apocalisse, e nelle centurie dell'Abate Ladino si ricorda che la mietitura inizierà con la prima generazione del Terzo Millennio - Gli Angeli prepareranno la nuova Terra per la civiltà dello spirito.

Un altro angelo uscì dal tempio, gridando con gran voce a colui che sedeva sulla nuvola: metti mano alla tua falce e mieti, poiché l’ora del mietere è giunta, perché la messe della Terra è ben matura. E colui che sedeva sulla nuvola lanciò la sua falce sulla Terra e la Terra fu mietuta”.
Questa visione di Giovanni, che troviamo al capitolo 14 dell’Apocalisse, versetto 15, ha il suo riscontro nelle Centurie profetiche dell’Abate Ladino (XXIII-8). La profezia annuncia che: ”…la mietitura inizierà con la prima generazione del Terzo Millennio, poi il campo sarà arato per la nuova semina…Saranno gli Angeli a gettare la semente nel solco perché l’uomo, in quel tempo, sarà un servitore di Satana. E tutto quello che passerà per le sue mani sarà trasformato in veleno…”
Siamo quindi ai limiti estremi del precipizio. Ma il gregge degli adoratori del vitello d’oro continua a pascolare tranquillamente, sotto la diabolica vigilanza del potere occulto che ha nella parte centrale il mondo dell’alta finanza.


L’ANTICRISTO E’ GIÀ TRA NOI

La Chiesa vede e recita ancora una volta la parte di Pilato, ben sapendo che le sue parole si perdono nel deserto del formalismo e della convenzione.
La Monaca di Dresda, nelle sue lettere profetiche annuncia che, in questo nostro sventurato tempo “una guerra invisibile, ucciderà più della guerra visibile”. E la guerra invisibile ha molteplici manifestazioni, che vanno dalla fame nei Paesi depredati dalla civiltà della macchina, alle pestilenze silenziose - basti pensare all’AIDS e alla legionellosi - e alla catena di catastrofi che sta avvolgendo la Terra. Tutto questo era già stato annunciato. “L’ultimo secolo del Millennio, profetizza l’Abate Ladino, sarà il tempo dei segni”. E i “segni” sono giunti, basti pensare all’apparizione di Fatima, di Medjugorie e alle Celesti Testimonianze in molte parti del mondo. Anche i due conflitti mondiali, l’evento e il crollo dell’Unione Sovietica, il tempio del vitello d’oro (l’Unione Europea), il papa che assume due nomi (ciò che mai era avvenuto nella storia), sono tutti “segni” eloquenti.
Ma il mondo non sa più che riconoscere il duplice segno del vitello d’oro: il potere e il denaro.
E’ questo il quadro desolante di una civiltà decadente. Lo aveva previsto anche il Solitario di Norimberga, quando profetizzava quattro secoli fa l’evento dell’Anticristo . E’ un vaticinio che merita, soprattutto oggi, una giusta meditazione. Sentiamolo: “L’Anticristo edificherà la sua chiesa sulla Terra, tra la fine dei mille anni e l’inizio dei mille anni. Allora, due saranno gli altari, ma uno solo sarà il trono. E sul trono siederà la bestia immonda, che mangerà il cuore degli uomini e offuscherà il loro spirito… Potenti figli di Satana domineranno la Terra, con l’arma di Cesare. E ai loro piedi striscerà il gregge degli adoratori dell’incarnazione luciferina. Il mondo giudicherà saggi solamente gli adoratori della Grande Bestia. I pochi uomini ancora in grado di vedere e di sentire saranno isolati e derisi. Il trionfo sarà della Bestia. E guai a chi non riderà quando ride la Bestia. E guai a chi non bestemmierà quando bestemmia la bestia”. La Bestia immonda è il potere economico, che tutto sacrifica, che tutto distrugge per accelerare sempre di più la corsa al profitto. Il potere economico è l’Anticristo, che ha già costruito la sua chiesa sulla terra.
L’arma di Cesare è il denaro, la ragnatela delle operazioni finanziarie che sono la liturgia della civiltà luciferina. E al trono dell’Anticristo troviamo i nuovi balivi di una gerarchia di mercanti che hanno venduto il cadavere del padre per i soliti trenta denari.
Il gioco dell’Anticristo è sottile, invisibile, impenetrabile. Tutto sarà fondato sull’arma di Cesare, sul denaro. Tutto sarà fondato sul profitto.
E questa disastrosa realtà finirà inevitabilmente per portare al tempo in cui “sarà lanciata la falce sulla Terra”, per la mietitura.


IL VANGELO DI LAZZARO

C’è un passo nelle profezie del Ragno Nero che sembra sia rivolto in modo particolare agli uomini che “attraversano il grande fiume”, cioè alla generazione che passa dal secondo al terzo millennio della civiltà cristiana. Sentiamolo: “Non piangete sulle onde del mare che strapperanno dalla Terra le case come se fossero fili d’erba. Non piangete sulle strade che diventeranno fiumi, trascinando uomini e cose. Non piangete sulle piaghe dei lebbrosi. Non piangete sui palazzi, sulle case che crollano trasformandosi in sepolcreti” Non piangete sulla pioggia di sangue, frammista a pece, che cadrà dal cielo…Tutto ciò dovrà avvenire, perché concluderà la civiltà dell’inganno”.
Il Vangelo di Cesare - il denaro, il potere economico - è l’ultima legge. E sarà la legge della distruzione, dell’annientamento. La natura oltraggiata, finirà per distruggere gli adoratori del vitello d’oro.
La prima generazione del Millennio che sta “sorgendo”, vedrà i primi bagliori di una luce nuova. Ma prima dovrà attraversare la notte profonda. La notte degli adoratori del potere occulto, dell’Anticristo.
E, quando la luce segnerà l’orizzonte, gli uomini che si alzeranno dalle macerie conosceranno un nuovo Vangelo. Sarà questo il Vangelo di Lazzaro, il Vangelo dell’uomo risorto. Il Vangelo che insegna alla creatura fragile e impaurita a vivere secondo le leggi dello spirito.
Prepariamoci pertanto ad affrontare “un rinnovato diluvio” (che potrebbe essere un diluvio di fuoco, secondo i vaticini del Ragno Nero), per preparare un giorno di luce, di giustizia e di pace, per i nostri figli.
Prepariamoci ad affrontare grandi eventi. Prepariamoci a mille difficoltà, perché “il nuovo partirà dalla grotta”. L’uomo ritornerà alle sue origini, per scoprire il nuovo Paradiso Terrestre.