TERRA di topi…

Fratelli, ditemi, è vero che là fuori esiste
un’altra terra più sottile che alcuni chiamano cielo?
Dicono che lì le radici sono più verdi e saporite,
e che il vento è uno strano fiume che le bagna dolcemente.
Allora sarà vero che la mela è un pensiero
che ha l’albero quando l’attimo si fa mattino?
E di là lontano, sono vivi i morti, come ci dicono?
Vengono con noi? E con loro si portano dietro tesori?
Quelli che alcuni chiamano uccelli, o angeli, o speranze,
sono topi speciali ai quali è concessa la felicità delle ali?
Questa cosa del destino, è così profondo o ci si può arrivare?
Voialtri che siete tornati da quella terra promessa,
cos’è che ci dite nel bel mezzo dell’oscurità quando affermate
che tutto quello che ci illumina è anche ciò che ci acceca?


JESÚS JIMÉNEZ DOMÍNGUEZ
Saragozza, 1970-ha pubblicato Diario de la anemia y Fermentaciones (Olifante- premio Hermanos Argensola), Frecuencias (Visor, 2012, premio Ciudad de Burgos) e Contra las cosas redondas (La Bella Varsovia, 2016).-

 

 

Parlo d’Amore-

Parlo di amore, perché l’amore è la forza più potente che c’è. Immagino che molti non siano d’accordo con questa mia affermazione e non faccio fatica a comprenderne il motivo, vista la presenza devastante del male. Tuttavia io sono convinto che, nonostante la loro grande forza, il male e l’odio siano meno forti del bene e dell’amore, perché solo il bene e l’amore sono capaci di costruire, di dare energia positiva, di infondere vita e di durare.
Non sottovaluto la forza dell’odio, ma sostengo che si tratta di una forza seconda, che può solo distruggere, mai costruire e che per esistere ha bisogno di indirizzarsi contro la forza primigenia e fondamentale dell’amore, l’unica che sappia costruire ed edificare.

L’odio c’è, agisce, a volte vince, ma è comunque sempre secondario, parassitario, si regge sul lavoro altrui in quanto intende negarlo; l’amore invece è primario, creativo, non ha bisogno di nulla per esserci, nasce da sé.
La differenza tra la forza dell’amore e quella dell’odio è analoga a quella tra un bambino che costruisce castelli di sabbia e un bambino invidioso che glieli sa solo distruggere: il primo esiste e lavora per sé, il secondo ha senso in funzione dell’altro.

Vito Mancuso-