I DOGON E LA

a cura di: Costantino Paglialunga  STELLA SIRIO

 

LLa stella di Isis è denominata Sothis, o Sirius ed è la stella più
luminosa in nostro cielo di notte.

 

 

 

Villaggio Dogon

 

 

 

 

 

 

 

 

Villaggio Dogon

 

Un altro mistero che la scienza attuale non è riuscita a decifrare è la conoscenza cosmologica dei DOGON, una etnia del Mali (Africa occidentale) che occupa il sud-ovest dell’ansa del Niger all’altezza di Mopti.

Nel 1931 un antropologo francese, il dottor Marcel Griaule, si recò a scopo di studio presso le suddette tribù.

Fu un incontro che lo affascinò enormemente e al tempo stesso lo lasciò esterrefatto. Venne a conoscenza delle abitudini, di una cultura e di una religione che si collegavano in maniera profonda con le costellazioni ed in particolare con la stella SIRIO. Quelle tribù celebravano e celebrano tuttora cerimonie sacre che vengono ripetute soltanto una volta ogni 50 anni. E per ogni ricorrenza hanno sempre approntato nuove maschere rituali che conservano con cura nei secoli come testimonianza destinata  a rivelare ai discendenti il loro passato e le loro conoscenze. Ci sono voluti ben 16 anni allo studioso Griaule per penetrare in alcuni segreti di quelle affascinanti tribù. Esse comprendono all’incirca 300.000 persone e la regione abitata dai Dogon è formata da un vasto altopiano roccioso, da una serie di scarpate orientate da sud-ovest a nord-est, fra Bandiagara e Hombori, e da una pianura. I Dogon sono divisi in quattro tribù (Dyon, Arou, Ono, Dommo) in quanto non sono raggruppati territorialmente. Non esiste una autorità politica centrale. Sono gli Hogon, capi religiosi e giudici, che adempiono le funzioni del potere e presiedono il consiglio degli anziani. I villaggi, la cui popolazione non supera i 1000 abitanti, sono addossati alle pareti di una scarpata o sono edificati su ghiaioni. Le case di pietra o d’argilla sono a pianta quadrata.

La festa del "SIGUI ", una cerimonia che vuole esprimere il desiderio del rinnovamento del mondo, è molto ma molto antica e simboleggia una conoscenza astrofisica impressionante, riferita in particolar modo alla stella SIRIO e alla sua compagna DIGITARIA. Uno degli ultimi e grandi sacerdoti dei Dogon, Ogotèmmeli, poco prima di morire nell’Agosto del 1947, ha lasciato notevoli conoscenze al dottor Griaule. Per i Dogon il "paniere" rappresenta il sistema del mondo. Con l’apertura circolare si vuole rappresentare il Sole e il fondo quadrato è il Cielo. In questo cielo un cerchio che corrisponde alla Luna. I fianchi del paniere sono composti anche da gradini che rappresentano il numero delle coppie, uomini e donne, che crearono i Dogon ma anche le costellazioni e le stelle. Conoscono, ad esempio, che a nord vi sono le Pleiadi, a sud Orione, ad est Venere e ad ovest la stella con la grande chioma. E’ una conoscenza che detta in questa maniera, per noi non ha un grande significato ma è certo che la cosmologia si riflette su tutta la loro vita. Gli iniziati hanno delle conoscenze del cielo stellato incredibili e che hanno riprodotto su un pezzo di terreno (sacro e intravalicabile per gli uomini comuni), dove ogni stella e costellazione conosciuta è stata segnata con sassi o con steli. Conoscono persino che le galassie si evolvono e si espandono in forma spiralica e che vi è vita intelligente in esse. Ogotèmmeli ha spiegato inoltre l’origine della specie:

 

 

 

 

 

 

 

Mercato  Dogon

 

Il Dio dell’Universo, AMMA, aveva mandato sulla Terra il NUMMO.

Il Nummo atterrò nell’arida terra delle volpi a nord-est del nostro territorio. Mentre la sua arca scendeva, una enorme nuvola di polvere si alzò. Il Nummo era rosso come il fuoco ma quando atterrò divenne bianco. Intanto una nuova stella era apparsa in cielo e sparì quando il Nummo se ne andò."

Anche se le origini dei Dogon possono sembrare oscure, con molta probabilità si crede che siano discendenti dei Karamanti, un popolo vissuto nell’Alto Egitto migliaia e migliaia di anni fa. Anche gli Egiziani conoscevano l’esistenza di Sirio e di Sirio B e la prova è nascosta nel mito di Iside e Osiride. Ma la cosa più straordinaria, rivelata sempre dal sacerdote Ogotèmmeli, è la conoscenza di un altro accompagnatore di Sino che la nostra scienza non è ancora in grado di identificare. E’ la stella EMME YA (Sirio C), più grande della stella denominata DIGITARIA o Sirio B, con una densità minore di quattro volte, che percorrerebbe anch’essa, nell’arco di 50 anni e nella stessa direzione di Sirio B, un’orbita più lunga. Dal racconto di Ogotèmmeli risulta inoltre che la stella Emme Ya sarebbe accompagnata da un satellite chiamato " Stella delle Donne Ogotèmmeli non finisce di stupirci. Egli ha detto pure che Sirio possiede un terzo accompagnatore, cui i Dogon hanno dato il nome di " CALZOLAIO ". Il Calzolaio si troverebbe ad una distanza da Sirio maggiore di tutti gli altri suoi pianeti e percorrerebbe un’orbita in senso opposto a tutti i componenti di quel sistema solare. E’ più grande ma anche quattro volte più leggero di Sirio. E’ la sede delle anime di tutti gli esseri viventi e di quelli futuri.

La nostra scienza non è stata ancora capace di localizzare questi ultimi astri. Le conoscenze attuali sono le seguenti: Sirio è una stella di prima grandezza nella Costellazione del Cane Maggiore nell’emisfero celeste australe. Essa è una stella splendente di luce bianca e si trova ad una distanza dalla Terra di 8,5 anni luce (un anno luce equivale a 9,5 miliardi di Kilometri). Sirio è accompagnato da una seconda stella bianca di nona grandezza, la cui esistenza era stata ipotizzata nel 1844 da F.W. Bessel.

Questa stella, denominata Sirio B, è stata catalogata come "stella nana" avente una densità enorme alla quale fa riscontro una luminosità debolissima. E’ stata fotografata per la prima volta nel 1970 ed ha un diametro di soli 41.000 Km. La sua massa però è uguale a quella del nostro Sole. E’ proprio questo enorme peso di Sirio B che esercita un notevole influsso sul risplendente Sirio A e percorre la sua orbita in 50 anni circa, determinandone la posizione e la perturbazione orbitale in quanto l’andamento è ondulatorio.

Nonostante che i Dogon non avessero disponibili strumenti ottici o altri mezzi per scrutare il cielo, in realtà hanno fornito agli studiosi attuali conoscenze e dati a dir poco incredibili. Il glottologo americano Robert Temple, basandosi sulle informazioni Dogon e su quelle della nostra scienza, ha tracciato alcuni diagrammi dell’orbita percorsa da Sirio B dai quali ha potuto trarre la conclusione che "l’analogia è a tal punto strabiliante che perfino l’occhio più inesperto è in grado di constatare l’identità delle due rappresentazioni, sin nei minimi dettagli".

Ogotèmmeli ha lasciato altre informazioni, anche queste risalenti a tempi immemorabili, come ad esempio che il movimento fondamentale dell’universo è giroscopico.

Ha detto pure: "L’energia vitale della Terra è l’acqua... Questa energia è contenuta perfino nella pietra, perchè l’umidità è dappartutto... Nummo scese sulla terra, portando fibre di piante che già crescevano nei campi celesti... Dopo che ebbe creato la Terra, le piante e gli animali, Nummo creò la prima coppia umana, dalla quale nacquero poi gli otto antenati degli uomini. Questi avi vissero infinitamente a lungo... ‘.

Il dottor Griaule ha studiato profondamente e seriamente questa popolazione africana che spesso si definisce primitiva. Nonostante ciò si vorrebbe far scomparire, ancora una volta tutta la conoscenza, la religiosità, la saggezza di questo popolo mite ed affascinante e se dovessimo, al giorno d’oggi, visitare la terra dei Dogon, ci accorgeremmo della decadenza culturale in cui si stanno cacciando.

Girando un pò per questi villaggi, si nota che quasi tutti i cesti sacri servono per attività non del tutto nobili, come ad esempio mezzi per allevare i polli.

Ma la cosa più traumatica è che tutta la mitologia, la cosmologia, le antiche tradizioni stanno cedendo il passo all’islam con grande vigore.

I Dogon vivono nel Mali, nell’Africa Occidentale, vicino a Bandiagara. Popolo misterioso ed affascinante, da remotissimo tempo ha notevoli conoscenze sulla stella Sirio.

L’illustre antropologo francese Marcel Griaule studiò per quattro anni questo popolo, a partire dal 1946, e rivelò i segreti delle tradizioni che ancora oggi lasciano sbigottiti un pò tutti, scienziati compresi.

Da dove sono provenute tutte le loro conoscenze?