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L’anima.
Ho la
grande
fortuna
di avere
molti
amici..
L'unica
mia
vigile
attenzione
-
credetemi!
- è
sovranamente
quella
di
comportarmi
sempre
in modo
tale che
essi
vedano
nascere
in se
stessi
il
<sorriso
della
propria
anima>.
La mia
felicità
sta solo
in ciò.
E,
questo,
a
prescindere
dal modo
<rozzo
ed
artigianale>
con cui
sono
consapevole
di
essermi
<abbrancata>
a quella
Vibrazione
sottile,
ma
irrinunciabile
per
colui
che l'ha
finalmente
percepita,
che è il
Sé delle
cose.
Alcuni
mi hanno
scritto
confessandomi
che -
pur se
hanno
udito il
richiamo
ineffabile
e
misterioso
dell'Eterna
Base a
tutte le
cose -
stentano
- con
loro
sofferenza
- a
dedicare
più di
qualche
momento
a tale
ricerca.
I
<flussi>
della
vita -
dicono i
miei
cari
amici -
li
sconcertano;
danno
loro
quei
costanti
<squilibri>
di
attenzione
e di
tempo,
tali da
rendere
irrequieta
ed
instabile
la loro,
anche se
minima,
dedizione
al
<Tempio
interiore>.
Lo
<scollamento>
tra i
fatti,
le
situazioni,
le
persone
della
loro
quotidianità,
e
l'acuto
desiderio
di
riservare
dei
momenti
appositi
all'Uno,
è,
insomma,
molto
duro a
sparire....
allora,
scegliendo
brani
come
quello
che ora
sto
postando,
io
persevero
nella
mia
<cocciuta
dedizione>
ad
essi....
In un
primo
tempo,
per il
ricercatore
spirituale,
la
meditazione
formale,
classica,
rigorosa
costituisce
-
naturalmente
- il
solo
<biglietto
d'entrata>
verso
gli
spazi
nostalgici
dell'anima.
La
meditazione
è
curata,
coccolata,
resa
prioritaria.
La
meditazione
- come
viene,
da più
parti,
indicato
- viene
privilegiata,
a fronte
del vero
oggetto
che la
fa
nascere...ma,
con il
tempo, e
malgrado
tutto,
essa
comincia
a dare i
suoi
frutti.
Appare,
allora,
un
fenomeno
molto
caratteristico;
l'assetto
mentale
aristocratico
di cui
parlo,
quasi
<si
scioglie>,
e
pervade
l'intero
animo di
colui e
di colei
che lo
nutrono.
Essi si
accorgono,
mano a
mano,
che la
loro
<attenzione
vitale
soggettiva>
non
privilegia,
oramai
più,
solo
alcuni
istanti
del
mattino,
o della
sera;
ma, si
estende
ad ogni
momento
della
loro
vita,
sino a
quando,
in
effetti,
non si
noterà
più una
vera e
propria
differenza,
tra
l'atto
abituale
introspettivo
quotidiano,
e
un'acquisita
abitudine
costante
a
<vivere
la
meditazione>
in ogni
propria
attività
lavorativa,
sentimentale,
e di
pensiero.
È ovvio
che la
magnifica
consuetudine
di
concedere
alla
propria
giornata
dei
momenti
di pausa
ristoratrice,
per
immergersi
maggiormente
nell'Uno,
continuerà
ad
essere
coltivata,
ma, in
qualche
modo, ci
si
renderà
conto
che <un
sottile
diaframma>
si è
lacerato...
quel Dio
<gelosamente
celato
dentro
una
nicchia
misteriosa>,
anche se
vibrante
di una
struggente
Eco,
inizia a
perdere
i
contorni
di
irrealtà
e di
dubbiosità
che lo
circondavano.
Il
Principio
inizia a
vibrare,
sempre
più
risonante,
in ogni
persona
che
incontriamo,
all'interno
di
qualunque
situazione,
e
proprio
lì,
nello
<sferragliare>
rumoroso
che -
guarda
un po! -
ci
sembrava
fosse
tanto
ostile
alla
nostra
ricerca
della
cosmica
anima
silente
.
Anche
volendolo,
non
riusciremo
più a
proibirci
di
scoprirne
il
<Sorriso>,
che si
staglia
nella
fisionomia
dei
nostri
cari,
dei
nostri
figli; e
di
coloro
che -
magari -
sfuggivamo,
per
nascosti
e
subconsci
sensi di
naturale
antipatia...pensate
che
quanto
io vado
dicendo
sia una
melensa
affermazione
mistica,
o
fideistica?.
..
Sapeste,
allora,
quante
volte mi
è
successo,
invece,
di
fermare
-
sbalordito
- l'arma
del mio
giudizio
trinciante,
o di
alcune
osservazioni
acuminate
verso
persone
-
vicine,
o meno
vicine a
me -
mentre
mi
accorgevo,
con una
evidenza
indicibile
a
spiegarsi,
di
quanto
queste
ultime
fossero
<pervase>
- come
tutto il
creato -
dalla
Sua
Presenza
radiante!
In
definitiva,
la
<giustificazione>
di non
procedere
nella
battaglia
che
ognuno
di noi
ha
promesso
di
affrontare
- prima
di
reincarnarsi
- e che
è
l'unico
obiettivo
archetipico
di ogni
anima -
ossia,
di
raggiungere
l'Isola
Ultima
della
propria
Sacralità
Interiore
- cessa
di avere
qualunque
validità
credibile,
quando
ci
rendiamo
conto
che
L'uno è
- forse
- più
attivo
lì, dove
la vita
schiuma
e si
agita
maggiormente.
.
Una
tempesta
, però,
che -
come
dolcemente
ci
insegna
uno tra
i più
grandi
buddisti
moderni
"Thich
Nhat
Hanh" -
è solo
apparente.
Leggetene
le
parole.
In esse,
oltre a
comprendere
l'unica
e vera
essenza
del
buddismo,
avrete
la
possibilità
di
apprendere
la più
grande
(e
semplice)
etica di
comportamenti,
per
raggiungere
la pace
definitiva
e
l'ultima
conoscenza!
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