Come sempre ci provo.
La libertà un interrogativo? ma che senso ha tutto ciò che io, noi, investiamo in questa grande parola? La nostra vita è così breve,così limitata. Pensando che tutto sarà dominato dai computer, da meccanismi vari, ha senso ancora dire qualcosa sulla libertà?

 Alla fine l'uomo è un animale che si abitua a tutto. L'ha detto Dostoevskij. Non sono d'accordo naturalmente. Per me val la pena di cercare, perchè per me, è sinonimo di autenticità. Ci sono quelli che dicono...tanto tutto è inutile, ma credo che la libertà,non intende la capacità di di appagare ogni capriccio, o impulso....cioè "fare ciò che piace", e nello stesso tempo essere privi di ogni preoccupazione. per me c'è di più.Intendo la libertà come eliminazione di oppressione, di coazione,, come indipendenza di fronte ad ogni genere di legge etica.

 Mi ripeto, ma i miei concetti sono sempre questi.

 Io parlo di autenticità della libertà, che deve essere ricercata in un dato di interiore capacità e possibilità di conoscermi,secondo un progetto esistenziale abbozzato una volta e poi progressivamente chiarito e puntualizzato. La libertà non esiste solo "da" strutture, da elementi esteriori o interiori,da oppressioni.

 La libertà è soprattutto "per" qualcosa, per un atteggiamento, per una decisione,è per una realizzazione. In questo positivo rivolgermi a ciò che intendo per libertà trovo le direttrici della mia esistenza....quello che comunemente viene chiamato..destino. Posso allora far risaltare la capacità interiore...di poter prendere una posizione, di agire in modo efficace nella costruzione della mia esistenza.

 La libertà è l'assenza di minacce, già da piccoli dovrebbe essere trasmessa, con l'insegnamento sì, ma ancora di più con l'esempio dei principi che conducono all'armonia., io non l'ho ricevuti, ma intendo darli ai miei figli. La libertà è sviluppare l'amore per la vita, per creare e costruire, per voler sapere e osare.. Questa libertà esige che io sia attiva e responsabile, non una schiava di un ingranaggio.
Parlo anche dal punto politico. é un tema delicato, ma tutto dipende da me, da una consapevole responsabilità delle mie azioni.
Responsabilità e libertà. Un binomio indissolubile. Da esse scaturisce la riflessione della finezza umana. Si vive per un periodo di tempo, breve o lungo, in uno spazio che diventa sempre più piccolo, racchiuso tra il momento della nascita e quello della morte, un'esistenza precaria, transitoria. Il fatto che muoio, si muoia, e che quindi non possiedo una vita perenne, può rattristarmi, perchè mi impedisce di realizzare tutto ciò che vorrei, ma tuttavia costituisce invece il vero motivo della mia responsabilità.

 Infatti, se la vita fosse infinita, se vivessi per sempre,,,,immortale cioè...non sentirei l'urgenza di sfruttare al massimo le occasioni, perchè rimanderei al domani....essendo mortale invece, limitata, voglio realizzare tutto...perchè quello che faccio...posso almeno tramandarlo. Un valore assoluto di libertà.
G.