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MIO
FIGLIO
E...ME
(PARTE
SECONDA)
IL
RITO
Un altro
elemento
di aiuto
può
essere
il
ripetersi
di
alcuni
rituali.
Ho
notato
che
ripetere
costantemente
alcune
esperienze
era cosa
gradita
per mio
figlio,
come se
la
ripetizione
di per
sé
avesse
il
significato
di
conoscere
e
acquisire
un
vissuto
e gli
desse
sicurezza
e
identità;
se poi
il
rituale
che si
propone
è buono
e porta
gioia,
tutto
ciò
acquista
un senso
profondo
di
crescita
interiore.
Tre
momenti
forti
della
giornata,
utili a
questo
scopo
sono il
risveglio
al
mattino,
le ore
dei
pasti e
la sera
prima di
addormentarsi.
Con mio
figlio
ho
introdotto
ad
esempio
una
breve
metta
collettiva
al
momento
dei
pasti:
formuliamo
l’augurio
che
tutti
gli
esseri
possano
avere
una
pappa
buona da
mangiare
e si
vogliano
bene e
finiamo
con un
ringraziamento.
In
generale
ho
notato
che
questo
piace ai
bambini,
ma non
bisogna
sentirsi
frustrati
se a
volte
rifiutano
decisamente
di
farlo,
come è
capitato
a me. Ho
dovuto
riconoscere
che a
volte i
nostri
rituali
piacevano
più a me
che a
Luca, e
penso
comunque
che
alcune
esperienze
lavorino
misteriosamente
dentro
di noi,
anche se
all’apparenza
non va
tutto
secondo
i nostri
programmi.
APERTURA,
RISPETTO,
SINCERITÀ
Una
apertura
di
fondo,
mettendo
da parte
le
nostre
aspettative
o
rigidità,
dobbiamo
proporci
in
generale
riguardo
al senso
religioso
dei
bambini.
Ho
notato
che sono
molto
aperti,
soprattutto
intorno
ai tre
anni, a
cogliere
il
significato
profondo
delle
cose, ma
non
bisogna
fornire
loro
risposte
preconfezionate.
L’ideale
sarebbe
rispondere
loro con
attenzione,
ma
lasciare
sempre
aperta
la porta
al
mistero,
a
qualcosa
di più
grande,
a
qualcosa
che va
cercato.
Credo
che
possa
incanalare
positivamente
le
energie
spirituali
dei
bambini
l’educazione
al
rispetto
di ogni
essere
vivente,
pianta,
animale
o essere
umano e
a questo
scopo
vale
soprattutto
l’esempio
dei
genitori
e il
loro
comportamento.
Per
esempio
i
bambini
spesso
si
divertono
a
schiacciare
le
formiche
o a
tormentare
insetti
e
piccoli
animali;
senza
essere
oppressivi
o rigidi
si
potrebbe
far
capire
loro che
può
essere
altrettanto
divertente
osservare
e
proteggere
anziché
uccidere.
Altro
elemento
importante:
dire la
verità
ai
bambini
e
mantenere
le
promesse
fatte. A
volte
noi
genitori,
presi
dal
vortice
della
fretta,dalla
stanchezza
o
semplicemente
per
pigrizia
non
rispettiamo
i nostri
figli,
raccontando
loro
piccole
bugie di
comodo o
non
dando
seguito
a una
parola
data. La
delusione
che i
bambini
provano
in
queste
situazioni
è enorme
e
negativa.
Nel
buddhismo
si parla
di
aderire
alla
realtà
così
com’è,
di
vedere
le cose
per
quello
che
sono,
perché
solo in
questo
modo si
percepirà
la
natura
ultima
della
realtà.
Cercando
di
essere
veri e
coerenti
il più
possibile,
anche
quando
ci
sembra
difficile,
offriamo
ai
nostri
figli un
esempio
di
semplicità,
chiarezza
e bontà,
che li
aiuterà
a
trovare
identità
e
sicurezza.
Questo a
sua
volta
porterà
i
bambini
a
identificarsi
con eroi
positivi
o
spirituali
da Luke
Skywalker
di
"Guerre
stellari"
fino al
Buddha.
LA
MEDITAZIONE
Esistono
poi
delle
vere e
proprie
forme di
meditazione
da fare
con i
bambini.
Mi baso
in
particolare
sulle
esperienze
di
Stephanie
Herzog.
Per
quello
che ho
capito e
sperimentato,
si
tratta
di una
sorta di
educazione
al
silenzio
esplicitata
in
alcuni
semplici
e brevi
esercizi
di
visualizzazione
e
immaginazione.
Ci si
siede
insieme
per
qualche
minuto
per
esempio
cantando
‘om’ per
tutta la
durata
di una
lunga
espirazione;
oppure
si può
inviare
amore
alla
persone
che sono
state
gentili
con noi;
oppure
immaginare
un seme
che
dorme
nella
terra e
poi
cresce,
germoglia
e
diventa
fiore.
Ci sono
poi
esercizi
più
complessi
per
bambini
più
grandi.
Per
bambini
di tre
anni è
già
molto
riuscire
in una
di
queste
forme
più
semplici.
Con mio
figlio
non mi
riesce
sempre.
All’inizio
è stato
un vero
fallimento,
ma
continuando
a
proporre
l’esperienza
e
trovando
il
momento
giusto
per lui
vedo che
sta
cominciando
a
entrarci.
È
necessaria
molta
pazienza
per i
genitori,
conservando
un
atteggiamento
ludico e
niente
affatto
ossessivo
o
rigido,
altrimenti
sarà
impossibile
veicolare
l’attenzione
così
mobile e
volubile
dei
bambini.
Anziché
imporre
forme
precostituite,
è più
proficuo
aiutare
i
bambini
a
scoprire
quella
dimensione
meditativa
spontanea
e
naturale
già
presente
dentro
di loro.
Come
scrivono
Surya
Singer.
Avete
mai
visto un
bambino
guardare
incantato
una
lampadina
o la
luna? Le
tecniche
spirituali
vengono
scoperte
naturalmente
dai
bambini:
trattenere
il
respiro,
fissare
il vuoto
senza
batter
ciglio,
starsene
a testa
in giù,
imitare
gli
animali,
girare
in
cerchio,
sedere
immobili
a
ripetere
continuamente
una
frase
finché
tutto il
resto
non
cessa di
esistere.
Smetti
di
pensare
che la
meditazione
sia
qualcosa
di
speciale.
Smetti
proprio
di
pensare.
Guarda
il mondo
intorno
a te
come se
fossi
appena
arrivato
sul
pianeta
Terra.
Osserva
le rocce
nelle
loro
formazioni
naturali,
gli
alberi
radicati
nel
terreno
con i
rami
protesi
verso il
cielo,
le
piante,
gli
animali
e le
loro
interrelazioni.
Vedi te
stesso
attraverso
gli
occhi di
un cane
nel
parco.
Vedi un
fiore
attraverso
la sua
essenza.
Vedi una
montagna
attraverso
la sua
magnificenza.
Quando
la mente
lascia
indisturbati
i propri
oggetti,
è
possibile
che non
ci sia
più né
mente né
oggetto,
soltanto
un’unità
mozzafiato.
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