(Brano tratto da:
"PER CHI SUONA LA CAMPANA"
(di John Donne)

Meditazione XVII, sulla malattia e la morte (estratto)

Sermone di un predicatore inglese del Seicento, celebre per esser stato un libertino e l'autore di parecchi testi messi in musica da Henry Purcell. La parte finale de questo testo a anche dato il titolo di un' opera di Ernest Hemingway.

 

FORSE quello per chi suona il campanello è così malato da non sapere che questa campana sta suonando per lui: e io forse posso credere di stare ben meglio di quanto sto, che cotanti mi circondano, e constatano le mie condizioni, lo potessero aver fatto suonare per me, senza ch'io lo sappia.

La Chiesa è Cattolica, universale, e così lo sono tutte le sue azioni; tutto quanto fa appartiene a tutti.

Quando battezza un bambino, quest'azione mi riguarda, poiché proprio questo rilega quel bambino a questo corpo che è anche la mia testa, e s'innesta a questo corpo cui sono un membro.

E quando seppellisce un uomo, quest'azione mi riguarda; l'umanità intera è di un autore solo, ed in un solo volume; quando muore un uomo, non si strappa un capitolo dal volume, anzi lo si traduce in una lingua migliore; e ci vorrà che tutti i capitoli vengano così tradotti; Dio impiega parecchi traduttori; certe parti sono tradotte dall'età, altre dalla malattia, altre dalla guerra, altre dalla giustizia; ma la mano d'Iddio si trova in tutte le traduzioni, e la sua mano rilegherà tutte le pagine cosparse per questa biblioteca dove riposeranno tutti i libri aperti gli uni per gli altri.

Per conseguenza, la campana che suona per una predica non chiama soltanto il predicatore, ma anche tutta la congregazione, dimodochè questa campana ci chiama tutti; ma quanto più a me, che sono portato così vicino alla porta dalla malattia.

Ci fu una lite che andò fino al processo (nel quale tanto la pietà e la dignità, quanto la religione e la considerazione si mescolarono) , per sapere quale tra gli ordini religiosi dovette per primo suonare l'appello alla preghiera del mattino; e fu determinato che suonassero per primi coloro che per primi si alzassero.

Se capissimo correttamente la dignità di questa campana che suona per la nostra preghiera vesperale, dovremmo essere felici di farla nostra con l'alzarci presto, cosicché essa sia per noi quanto per lui, a chi tuttavia appartiene.

Il rintocco ben suona per chi crede che suona per lui; e benchè smetta in modo intermittente, già dal minuto che gli fornisce tale occasione, viene unito a Dio. Chi è che non alza gli occhi verso il sole quando questi spunta? Ma chi è che non toglie lo sguardo da una cometa quando essa accade?
Chi è che non tende l'orecchio per udire una campana che suona per qualche occasione? Ma chi è che la può distogliere da quel rintocco che sta facendo passare una parte di lui stesso al di fuori di questo mondo?

Nessun uomo è un'isola, intera per se stessa; ogni uomo è un pezzo del continente, parte della Terra intera ; e se una sola zolla vien portata via dall'onda del mare, qualcosa all'Europa viene a mancare, come se un promontorio, o la casa di un uomo, di un amico o la tua stessa casa. Ogni morte di uomo mi diminuisce, perché io son parte vivente del genere umano.

E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana:

- "essa suona per te"....