Evoluzione Verso il Terzo Millennio - Terza e ultima parte

IL LIBERO ARBITRIO NELLA REINCARNAZIONE

Nella proporzione in cui lo spirito si evolve e lascia l’ignoranza, impara a pensare da solo e comincia ad utilizzare sempre di più il suo libero arbitrio.

Gli spiriti evoluti usano pienamente il loro libero arbitrio perché sanno rispettare le leggi divine. Gli spiriti più ritardati hanno il loro libero arbitrio controllato, fino ad un certo punto dai loro superiori spirituali. Gli spiriti che sono costretti a reincarnarsi non usano il loro libero arbitrio; la loro reincarnazione, a seconda delle proprie necessità, viene preparata dai superiori spirituali.

Quando disincarnati usiamo il nostro libero arbitrio nell’organizzazione dei piani per la nostra futura reincarnazione, ma intanto, non rinunciano a ricevere il controllo, la cooperazione e le esperienze di spiriti più elevati di noi; facciamo insieme un bilancio delle nostre reincarnazioni passate; vediamo quello che non fu realizzato; capiamo gli obblighi che ci aspettano; ci accorgiamo degli errori che dobbiamo correggere; percepiamo le facoltà morali e intellettuali che dobbiamo ancora sviluppare. Avendo in mano questi elementi, siamo pronti a tracciare il piano della nostra prossima vita Terrena.

Così, ci potrebbe venire in mente la domanda: Sappiamo quindi in anteprima quello che ci aspetta sulla Terra e conosciamo il nostro futuro?? - Si, è naturale che al pianificare la nostra reincarnazione sappiamo in linea generale come si svolgerà; però quando entriamo nel nostro corpo terreno dimentichiamo quello che precedentemente era stato stabilito nel mondo spirituale, dando inizio alla nostra vita terrena.’

l libero arbitrio esiste nella fase iniziale dei nostri atti, ossia, nella fase di causa; fatta la scelta e messa in azione, entriamo nel dominio degli effetti dove vige il determinismo. La libertà è interiore e si espande dall’interno all’esterno, il bene ed il male sono dentro di noi. Le forze che abbiamo mosso nel passato, con le nostre azioni, tendono a continuare nella stessa direzione, spingendoci magari verso dove, oggi, non vogliamo andare, ma verso dove, ieri, avevamo scelto. Le nostre opere ci accompagnano; il passato rivive nel presente.

Nel mondo fisico, simile dottrina fu formulata sotto il nome di 3° legge di Newton, nella Meccanica, si dice: "qualsiasi forza impressa in una data direzione, origina un’altra forza, di eguale intensità ma in senso contrario". Abitualmente è designata come la legge di causa ed effetto e governa anche le relazioni spirituali. Gesù fece molti riferimenti alla legge di causa ed effetto nel codice evangelico, accentuando la sua importanza per la redenzione dello Spirito umano. Affermò il maestro: "Non giudicate per non essere giudicati" (Mt. 7:1); "Con la misura con la quale giudicate sarete giudicati" (Mt. 7:2)... Insomma: "Quello che volete vi sia fatto dagli altri, fatelo per gli altri" (lc. 6:3 1).

Senza la conoscenza della reincarnazione, avremo soltanto una vaga nozione delle relazioni di causa ed effetto; che permette l’incatenarsi delle azioni di una vita verso l’altra, facendo sì che l’individuo soffra per quello che ha fatto soffrire gli altri. Tale è la base della giustizia divina, dell’equilibrio e del progresso spirituale. Pertanto, causa ed effetto, oltre ad essere una importante legge della fisica è anche una rilevante legge morale - regge i rapporti interpersonali e insegna allo Spirito come agire e progredire.

 LO SPIRITO DURANTE LA GESTAZIONE

La reincarnazione dello spirito ha effetto non appena viene fecondato l’ovulo nell’organismo materno. Lo spirito si lega al corpo, atomo dopo atomo, molecola dopo molecola, fino al giorno in cui la reincarnazione si concluderà con la nascita.

In verità, la reincarnazione dello Spirito è più complessa di quanto possa sembrare. Nel periodo in cui lo Spirito si deve allacciare alla materia, soffre una "miniaturizzazione" del perispirito2 che si lega al corpo attraverso un cordone fluidico. La sua coscienza diviene nebbiosa.

Un’operazione importante di questa fase è il consenso dei futuri genitori. Loro devono essere concordi nel ricevere un nuovo figlio, al fine che si sentano responsabili per lui e abbiano coscienza della necessità del riscatto, riparazione o aggiustamento fra loro ed il nascituro.

Pertanto, gli incaricati spirituali dell’incarnazione promuovono "interviste" notturne con gli Spiriti dei genitori, slegati temporaneamente dal corpo tramite il sonno, per spiegare quanto è importante la loro comprensione e concordanza; poi gli spiriti si imbattono frequentemente con enorme resistenze contro il concepimento di un figlio; oltre alle fantasie, alle illusioni e alle apparenti difficoltà di vita, e a volte antiche antipatie che anche se poi causeranno benessere, sono al momento cause di malessere, dovuto ai ricordi e alle emozioni che emergono dal passato.

Sappiamo però, che non sempre è così. Esistono incarnazioni forzate e sarà bene essere armati di molta forza interiore per comprendere certe situazioni lamentevoli e difficili.

Per esempio, una giovane ragazza si dona a relazioni clandestine, ma a dispetto degli anticoncezionali, rimane incinta; una donna sposata e con diversi figli si divide dal marito unendosi ad un altro uomo, ha nuovamente altri figli; una coppia di idioti vivono isolati in una casetta e nasce un bambino; i due hanno a malapena da mangiare e nascono innumerevoli discendenti altrettanto infelici, una donna viene stuprata e concepisce un bebè non desiderato...

Succede non di rado che gli Spiriti falliti si sentano così male, che preferiscono rinascere in situazioni di questa specie piuttosto che continuare a soffrire nei piani inferiori.1

Quando lo spirito riceve il permesso per reincarnarsi, comincia i suoi preparativi; inizialmente staccandosi dai suoi impegni nella colonia dove abita, poi progettando il piano della sua vita terrena e cercando di fissare nella memoria spirituale i principali problemi che dovrà affrontare e le possibili soluzioni; in seguito, accompagnato dagli amici e dagli incaricati di lavoro decide di reincarnarsi e scende nel seno della famiglia che lo accoglierà.

Appena avvenuta la fecondazione, e il suo legame con l’ovulo, lo spirito inizia a perdere la sua memoria spirituale e i movimenti liberi, rimanendo come chi addormentato potrà svegliarsi già reincarnato. Se durante la gestazione potessimo vedere lo spirito, lui sarebbe già un bambino amorevolmente allacciato al seno materno.2

IL DELITTO DELL’ABORTO

 L'aborto provocato è un male che si viene generalizzando, soprattutto nelle grandi città. Le ragioni più banali servono di scusa per motivare questo atto che frustra lo spirito, incorrendo in seri rischi per la non più, futura mamma.

Questo tipo di aborto è un delitto; le leggi umane si mobilitizzano per punire i colpevoli; purtroppo, dato che viene praticato nella maggior segretezza, chi lo pratica sulla Terra, rimane impunito. Tuttavia i responsabili per gli aborti provocati non sfuggono alle pene della legge universale che regge il loro destino imponendogli frustrazione e sofferenze che li aspettano nel mondo spirituale dove disincarneranno con profonde ripercussioni nelle loro reincarnazioni future.

Abbiamo visto che lo spirito comincia a legarsi al corpo, quando in formazione nel seno materno, già dai primi istanti della fecondazione dell’ovulo, vale a dire, dal concepimento. Ma, nonostante non sia completamente formato, nel momento dell’aborto provocato, il feto ha vita propria perché è legato ad uno spirito. Durante molti anni questo spirito si è preparato per reincarnarsi , ha fatto dei piani per la sua vita, ha subito nel suo organismo spirituale modifiche dolorose al fine di facilitarsi la reincarnazione; però tramite l’aborto provocato tutto sarà stato perduto.

Una volta legato alla materia, lo spirito in processo di reincarnazione comincia a "cancellare" la sua memoria spirituale, dovuta alla densità del corpo fisico in formazione. E così, quando si provoca un aborto, lo spirito riceve uno choc orribile, equivalente allo choc di una disincarnazione (morte) violenta e dolorosa; ed in tale lamentevole condizione di sofferenza e di turbamenti, lascia il seno che prima lo proteggeva.

Ora, se lo spirito che stava per reincarnarsi e che fu respinto dall’aborto era un buono spirito, comprensivo e di nobile ed elevati sentimenti, quando riuscirà a ricomporsi dal trauma subito, perdonerà ed aspetterà la prossima opportunità. Però, se fosse stato uno spirito di poca comprensione che non possedeva l’elevazione e nobiltà di sentimenti serberà del rancore al "nemico" e attenderà il momento (anche decenni o addirittura reincarnazioni) per vendicarsi.

Per le ragioni già esposte, concludiamo che, siano quale siano le circostanze nella quali è avvenuto il concepimento; sia quale sia la situazione dei responsabili, tanto l’uomo come la donna, per la loro tranquillità futura è sempre preferibile permettere che la gravidanza proceda normalmente; piuttosto che compromettere il futuro praticando il delitto dell’aborto, il quale davanti alla legge divina costituisce un vero e proprio omicidio e una vera ingiustizia.

LA GIUSTIZIA CHE CI ATTENDE NEL MONDO SPIRITUALE

La situazione dello Spirito, dopo la sua entrata nella vita spirituale, è quella che si è preparata nella vita corporea; ma non esiste Spirito che non sia in condizioni di non migliorarsi mai, altrimenti sarebbe votato fatalmente da un’inferiorità eterna, e sfuggirebbe alla legge del progresso, che regge provvidenzialmente tutte le creature.

Sarebbe comunque un errore credere che, in virtù della legge del progresso, la certezza di arrivare prima o poi alla perfezione e alla felicità possa essere un incoraggiamento a perseverare nel male, per poi pentirsi più tardi; innanzitutto perché lo Spirito inferiore non vede affatto il termine della sua situazione; in secondo luogo, perché lo Spirito, essendo artefice della propria inferiorità, finisce per comprendere che dipende da lui farla cessare, e che più a lungo persisterà nel male, più a lungo resterà infelice. La sua sofferenza non avrà mai fine se egli stesso non vi porrà termine.

Ognuno è responsabile soltanto delle proprie colpe; nessuno paga il fio di quelle altrui, a meno che non le abbia causate, sia provocandole con il proprio esempio, sia astenendosi dall’impedirle quando avrebbe potuto farlo. Così, per esempio, il suicidio è sempre punito; ma colui che, con la durezza, spinge un individuo alla disperazione e al suicidio, subisce una pena ancora più grande.

La punizione più immediata, soprattutto per coloro che si sono attaccati alla vita materiale trascurando il progresso spirituale, consiste nella lentezza della separazione dell’anima dal corpo, nelle angosce che accompagnano la morte e il risveglio nell’altra vita, nella durata del turbamento che può esistere per mesi e per anni. Al contrario, per coloro che hanno la coscienza pura e che, da vivi, si sono identificati con la vita spirituale e si sono distaccati dalle cose materiali, la separazione è rapida, senza scosse, il risveglio è sereno e il turbamento quasi nullo.

Un fenomeno, frequentissimo negli Spiriti d’una certa inferiorità morale, consiste nel credersi ancora vivi, e questa illusione può protrarsi per anni, durante i quali gli Spiriti provano tutti i bisogni, tutti i tormenti e tutte le perplessità della vita terrena.

Per il criminale, la vista incessante delle sue vittime e delle circostanze del crimine è un supplizio crudele. Certi Spiriti precipitano nelle tenebre più fitte; altri sono in un isolamento assoluto in mezzo allo spazio, tormentati dal pensiero di ignorare la loro posizione e la loro sorte. I più colpevoli soffrono torture tanto più dolorose in quanto non ne vedono il termine. Molti sono privati della vista degli esseri a loro cari.

Tutti in generale, subiscono con una intensità relativa i mali, i dolori e i bisogni che hanno fatto subire agli altri, fino a quando il pentimento e il desiderio della riparazione sopravvengono ad apportare un alleviamento, facendo intravedere la possibilità di porre fine a quella situazione.

È un supplizio per l’orgoglioso, vedere sopra di lui, nella gloria, circondati e festeggiati, coloro che sulla terra aveva disprezzato, mentre egli stesso è relegato negli ultimi ranghi; per l’ipocrita, vedersi trapassato dalla luce che mette a nudo i suoi pensieri più segreti, che tutti possono leggere, mentre egli non ha modo di nascondersi né di dissimulare; per il sensuale, provare tutte le tentazioni, tutti i desideri senza poterli soddisfare; per l’avaro, vedere il suo oro dilapidato e non poterlo impedire; per l’egoista, essere abbandonato da tutti e soffrire tutto ciò che gli altri hanno sofferto per causa sua; avrà sete, e nessuno gli darà da bere, avrà fame e nessuno gli darà da mangiare, nessuna mano amica stringerà la sua, nessuna voce compassionevole lo consolerà: non ha pensato che a se stesso, durante la vita, e nessuno pensa a lui e lo piange dopo la morte.

Gli Spiriti in punizione sono quindi non già come carcerati condannati per un certo tempo, ma come malati in un’ospedale, che soffrono per una malattia che spesso è colpa loro, e per i dolorosi mezzi curativi che la malattia richiede, ma che hanno speranza di guarire, e che guariscono tanto più in fretta se seguono esattamente le prescrizioni del medico che veglia su di loro con sollecitudine. Se prolungano le loro sofferenze per propria colpa, il medico non c’entra.

Questa è la legge della giustizia divina: a ciascuno secondo le sue opere, in cielo come in terra.’

2 Perispirito (dal greco perì, intorno). Involucro semimateriale dello spirito. Negli incarnati serve di legame od intermediario tra lo spirito e la materia; negli spiriti erranti, costituisce il corpo fluidico dello spirito.

Fine……