IL SACRO GITANO


E' il più scanzonato e libertario tra i gitani!....E' l'Uno...

Ha gettato via ogni simbolo, ogni formalità, ogni sbarra, dorata o meno che sia....E vive, racchiuso e felice, nel <guscio ras poso> della materia frammentata nell'ovunque. ..L'Uno..

E' la più affascinante delle star!...Il suo linguaggio muto, il suo sorriso
pulsante, le sue ali d'oro...non parlano ad alta voce...Sullo schermo della visione interiore, si squarcia e si riversa in tutti noi il possente
magnetismo della sua silente e sovrana presenza...

è un Re che siede sul trono, rivestito dai più accesi diamanti, solo per
compiacere il suo popolo....Ma, vedete, li, all'angolo della strada, è
disceso, silenziosamente, dalla lettiga preziosa, e si e' avvicinato a quel mendicante, che sta accovacciato a terra, tra i sassi, e l' ha cinto, con infinita dolcezza, tra le sue braccia profumate di santità e di amore, e lo ha deposto sul cuscino di seta, ove, poco prima, era seduto Lui medesimo...

Il mendicante eri tu!
Vuole giocare, divertirsi, parlare di gioia gioia gioia, con tutti noi!

Se non fosse per il fatto che è Dio, potrebbe dimenticarsi di esserlo,
tanto è deliziato che tu esista, e tanto è felice dell'estasi eterna che
vi attende....
Ama tutti. Ma, ti ama intensamente, come se esisteste solo voi due, al
mondo...

Intensamente, ineluttabilmente, pazientemente sta riuscendo a sgretolare d'attorno a te tutto il muschio pesante della monotonia e del dolore della tua visione caduca e parziale dell'essere; ed ora, si insinua, magicamente - serpente dorato e sacro - tra gli anfratti della tua noia, della tua torpidezza e della tua negazione, alzandoti il mento chino a terra, premendoti a guardarlo negli stupendi Occhi Assoluti..forzandoti a tornare nel suo Seno...

Quando parleremo ancora, dolce Krshna?!...Quando tornerai ad affondare quei due acuti denti benedetti, nella gola del mio maya, e mi inoculerai la nota e desiderata paralisi di pazza e silente gioia, e mi inonderai ancora della follia del <Matto di Dio>, che balla nell'infinito?

E quando dico e urlo, nostalgico, il mio <Vieni, Vieni ancora!>, mi giro,
allora, in me stesso e ti scorgo, li, al centro del mio essere e di tutti
gli esseri!
Ma <questo miele vellutato> - oppio sacro e sublime droga di ogni Guru
com'è, che è così potente ed assoluto?!

Com'è tanto infuocato il <rumore della tua Presenza>, che mi avvolge e mi incendia, minuto dopo minuto?

Spesso, alla mattina, si ha il corpo e la mente intorpiditi, e si resta, in
quei momenti di struggente abbandono, a giocare con gli ultimi lacci di
Orfeo, e ci si trova derubati di ogni desiderio e forza d'occuparsi d'altro, che non sia di ritornare nel <paese incantato dello Spirito>, di cui Morfeo ha le chiavi; così, ogni volta che tu sei con me, io mi ritrovo con l'animo <imbambolato> , torpido alle cose del mondo, e non riesco a muovere, ne un muscolo spirituale, ne' uno fisico, per tornare alle mie solite faccende dermiche... .

 

 

E tu insisti, allora!....mi vieni a <distrarre> continuamente. Mi vieni a
chiamare; mi vieni a chiedere di giocare ancora al gioco dell'Uno che parla alla sua particella....

Lo fai, mentre sto eseguendo la mia <parte> di uomo serioso, di uomo a tutt'altre faccende affaccendato , di uomo dedito agli imperiosi doveri di questa reincarnazione primaria...

Simile alle squame accartocciate, che cadono, leggere, dalla pelle di una vecchia lucertola, mi sembrano allora tutti gli amori <immensi> e carnali, che io ebbi, in questa e in passate reincarnazioni, davanti all'accecante fuoco, che divora ambedue, mentre ci fondiamo ancora, e ancora, e ancora!

E, in questa fiamma, vedo tutte le piccole luci e le piccole vampe, che
furono l'assieme delle mie passioni!

Come sto bene, con te!!
Non mi giudichi...Non mi <perdoni> neppure, perché mai mi hai condannato. Di fronte a te, sono ed appaio sempre puro e candido, come ero, prima della <caduta degli angeli>...

Ma, ciò che m'impazza, e' che sei finalmente venuto!
E - tuttavia - riconosco da mille e mille segni e da infiniti richiami, la
tua Presenza in me, ed attorno a me, mentre la mia mente ritorna al passato; quando ero immerso e chiazzato di maya e di inconsapevolezza di te...

E una gioia immensa mi prende e mi cinge, allora....poiché riscontro, con inoppugnabile constatazione, che tu sei stato sempre con me, e con i miei fratelli e le mie sorelle dell'umanità ; che tu mi hai attratto, silenzioso, umile e tenace, a Te..

E gioisco...poiché, nella tua Azione - che fa crescere <rumorosamente> i fili d'erba, che ci immerge nella Sacra Provvidenza Cosmica, che riempie di essenza vitale tutte le cose esistenti - nella tua Azione silente, esiste la certezza del nostro risveglio finale!

Giochiamo ancora, mio Krshna! Continua a suggerirmi cosa debbo dire ai miei fratelli ed alle mie sorelle, che leggono....

Quel Fuoco che scaturisce dalla nostra visione interiore, sei Tu! Perché
non entri in essi, come sei entrato, divorandomi, in me!?

E va bene...continuerò a stare qui - il povero <scemo di Dio> - a cantare questa Nota...E lo farò, sino a quando non mi vorrai portare via con Te - se lo farai...E lo farò, sino a che essa non riesca ad estrarre fuori la medesima, sacra risonanza in tutti i miei fratelli e sorelle, che stanno assieme a me...

Perché giungerà l'attimo supremo, per tutti voi - oh, se giungerà - in
cui Iddio - come fa il nostro Diletto ed Adorato Babaji, sulle montagne
nevose dell'Himalaya - pronuncerà finalmente il simbolico richiamo:

<Dera danda uthao!> (Prendete il bastone da cammino, e andiamo...)

...Andiamo -definitivamente - da Dio..