San Francesco d'Assisi canalizzato da Nino Puliatti


Quando mi isolavo in preghiera a San Damiano o nei boschi de La Verna
la mia anima si fondeva con la Natura, era come se il mondo
circostante sparisse nella sua manifestazione fenomenica, mentre io
fondevo la mia essenza con l'Essenza. La mia scintilla di luce
diventava la grande Fiamma divina e risplendeva. Ecco in questi
momenti di felice comunione con la Totalità io percepivo la grandezza
del Creato e mi lasciavo andare ai rapimenti dell'estasi. Il mio
corpo non avvertiva più le sensazioni fisiche ed io potevo
trascorrere ore e giorni in contemplazione senza bisogno d'altro, la
mia anima era completamente fusa con Dio e la mia sete di Amore
veniva saziata in tutto e per tutto.



In quei momenti d'estasi vivevo in simbiosi con il tutto, avvertendo
palpabile attorno a me la presenza cristica, non il Cristo dei
Vangeli, l'immagine comunemente diffusa dalla Chiesa, un Cristo di
sofferenza e di redenzione. No, anche se all'epoca ero soggetto alle
influenze culturali, all'indottrinamento ufficiale, la mia visione
era rivolta al Cristo dell'Ascensione, della salita in Cielo, alla
via percorsa dal nostro fratello che nella carne ha vissuto in
termini umani per poi compiere il passaggio verso una nuova
dimensione dell'Essere. Era il mio modello di vita ed a tutto
rinunciai del mondo materiale per dedicare la mia vita ai poveri,
agli ammalati, agli umili. Cercavo infatti di portare il "Discorso
della Montagna", conosciuto anche come quello delle "Beatitudini",
nella mia vita quotidiana.



Già la nostra società mostrava di non aver affatto compreso la
grandezza del messaggio di Gesù e molto dovetti lottare per far si
che la stessa Chiesa mi autorizzasse a fondare un Ordine religioso
dove la povertà ne fosse il simbolo distintivo. Povero fra i poveri
io però potevo contare sulla mia ricchezza spirituale, sulla mia
comunione con l'Energia Universale che chiamiamo Dio. Da giovane mi
sentivo fuori posto, seppure allettato dai piaceri della carne e
dalle lusinghe del potere. Avrei potuto vivere nel lusso, aspirare ad
una carriera di successo, come nobile condottiero alle Crociate, ma
la mia mano venne fermata prima che potesse alzare la spada sui
presunti nemici ed io avvertii il richiamo dell'Infinito. La voce
della mia coscienza, un pallido riflesso del Divino Creatore, mi
portò a riflettere, a scoprire i miei reali bisogni dietro le
maschere dell'ego.



Da allora dedicai tutta la mia vita agli altri, fustigando il mio
corpo per aiutare la mia anima a sollevarsi. La rinuncia consapevole,
il digiuno, lo sguardo rivolto al mondo interiore ed ai fratelli
sofferenti furono il propellente per elevarmi nella frequenza
vibratoria. Infatti soltanto la connessione  della mia anima con lo
Spirito universale poteva consentirmi di superare ogni difficoltà,
trovando dentro di me la forza per realizzare la mia visione. Venni
considerato come un visionario, un mistico poco pratico, ma lo
spirito creatore che si manifestava in me costruì un edificio che si
è andato rafforzando con il trascorrere dei secoli. Oggi la mia
visione di allora continua ad essere sempre più nitida ed i miei
confratelli la realizzano adattandola ai tempi nuovi.



Molto è cambiato il mondo nella sua apparenza, ma ancora
l'ingiustizia è grande. La povertà non è stata sconfitta nonostante i
mezzi tecnici a disposizione oggi, e l'odio, le guerre, le divisioni
continuano seppure in modi a volte più subdoli. La Natura, la mia
grande amata, continua ad essere violentata e la situazione va
peggiorando per la sete di potere di pochi.



La coscienza umana ha percorso molta strada sin da quando manifestò
la sua presenza sulla Terra, ma è rimasta sempre ancorata alla terza
dimensione, attratta dalla gravità. Pochi sono riusciti a favorirne
il suo passaggio verso le dimensioni più elevate e ne abbiamo le
testimonianze. Io stesso ed i miei confratelli abbiamo lavorato in
tutto questo tempo per aiutare l'uomo ad uscire dal suo guscio, a
mettere da parte l'ego per rivolgersi agli altri con spirito di
servizio. Pochi hanno risposto alla chiamata, nonostante lo Spirito
del Cristo e dei Grandi Maestri sia presente da millenni.



In nome del Cristo sono stati compiuti molti passi avanti, ma sono
stati commessi anche molti delitti. Una visione distorta della
Realtà, il prevalere delle forze dell'ego hanno indotto la Chiesa e
le religioni in genere ad anteporre il proprio interesse particolare
davanti al benessere spirituale dell'Umanità. Anzi l'Umanità è stata
truffata in nome di un Cristianesimo che ha ben poco a che fare con
lo spirito cristico originale. E' stato manifestato un potere ben
diverso, tutto concentrato sull'acquisizione di meriti, in funzione
dei comportamenti esteriori, per giustificare il mercimonio delle
assoluzioni. Un potere esteriore, fatto di rituali e formule
mnemoniche per scontare le colpe dovute alla cacciata dal paradiso
terrestre, un falso eden, dove Adamo ed Eva avrebbero vissuto
all'origine dei tempi.



Le parabole del Cristo non sono state comprese o sono state
volutamente fraintese. Si è dato spazio ad una immagine antropomorfa
di Dio, creato a nostra limitata somiglianza, facendoci credere ad un
giudice sempiterno pronto a sprofondare nelle fiamme dell'inferno i
cattivi ed amorevole invece con i buoni, una distinzione operata
secondo criteri umani, ovviamente, dopo aver sancito con le Tavole
dei Dieci Comandamenti cosa era lecito per l'uomo e cosa no. Come
parola sacra di Dio. Un equivoco che ancora continua nella tradizione
giudaico-cristiana e che impedisce all'Umanità di uscire da questa
posizione di paura e di sudditanza.



Il Cristo non è dunque venuto a perpetuare questa situazione di
schiavitù. L'uomo Gesù sapeva benissimo tutto ciò e non guardava
certo con favore l'insegnamento dei Sacerdoti al Tempio. Era un
ribelle come molti dei suoi tempi, e come molti giovani lo sono
adesso, non certo una colomba come viene dipinto dall'icona dei
Vangeli canonici. Nel Tempio non dissertava sui profeti mostrandosi
saggio perché la sua illuminazione avvenne molto tempo dopo, subito
dopo il Battesimo nel fiume Giordano quando avvertì scendere dentro
di Sé la Consapevolezza dell'energia cristica. Fu nel deserto che si
completò la sua avventura umana con la fusione delle due nature,
l'umano e il divino. Furono giorni intensi, di lotta tra l'ego e lo
Spirito, fra la natura umana che avrebbe voluto per sé i doni del
Cielo, quei grandi poteri manifestati nei tre anni del suo Ministero
in Terra di Palestina, e la voce interiore che l'invitava a metterli
a disposizione di tutti.



Questo è il Cristo dal quale dobbiamo tutti prendere esempio, il
Cristo della Consapevolezza, l'Energia di crescita interiore che ci
porta a comprendere, nel senso di fare nostro, il percorso per
aumentare la vibrazione spirituale e quindi diventare Uno con
l'Energia Universale, la Mente Divina, il Padre-Madre da cui Tutto ha
origine, il mondo visibile come l'invisibile. Dobbiamo dunque
imparare a leggere in modo diverso il messaggio cristico, sapendo che
le versioni ufficiali sono alterate. Ma per arrivare a tanto dobbiamo
imparare ad aprirci, aprire il nostro cuore, sgombrando la mente da
ogni condizionamento, liberandola dai molti sistemi di credenza
fuorvianti. E' una zavorra che ci appesantisce impedendoci di salire
verso la consapevolezza di chi noi siamo e del nostro progetto di
vita.



Gesù, una volta assorbita l'energia cristica, ovvero la
consapevolezza della natura divina dell'uomo e delle leggi cosmiche
operanti nella Creazione, ha capovolto la sua vita. Da giovane
ribelle, pronto a buttarsi nella mischia per contestare il potere
degli uomini, diventò un pastore di anime, pronto a lottare ma per
servire soprattutto gli umili ed i poveri, gli assetati di giustizia.
Rimase sempre irruente, ma stavolta la sua forza diventava creatrice,
plasmava le anime per costruire il Regno dei Cieli in Terra per "gli
uomini di buona volontà". Fu una svolta per l'evoluzione della
coscienza umana. Fu tracciato il sentiero che molti cercarono di
seguire. Ma i tempi non erano maturi per assorbire la potenza di
questa energia e l'opera di Gesù finì in apparenza come quella di un
comune mortale illuso dei suoi poteri. Crocifisso come un malfattore
qualunque, uno sberleffo alla sua origine divina.



Come umano Gesù aveva tracciato la strada, aveva aperto la via,
testimoniando con la sua stessa vita quale fosse la Verità da
seguire. Come essere divino sapeva anche che doveva subire l'affronto
della Croce perché il seme della sua parola potesse dare i suoi
frutti e per questo la sua testimonianza ha un valore particolare.
Pur sapendo, pur verificando nel suo insegnamento in Palestina che
molti terreni erano ancora inadatti a questo seme, affrontò lo stesso
la prova suprema senza servirsi dei suoi poteri, sacrificando l'ego
al progetto cosmico di ascensione spirituale. Rendendo per questo
sacro tutto il suo insegnamento.



Oggi noi dobbiamo riscoprire le Verità nascoste nell'insegnamento del
Cristo, verità che sono un alimento per l'anima umana che vuole
liberarsi dalla schiavitù del tempo e dello spazio, dall'illusione
della morte. In più occasioni il Cristo si è offerto come esempio ai
suoi discepoli ed alle folle dicendo chiaramente che tutti abbiamo le
sue stesse possibilità, in ognuno di noi ci sono le potenzialità
cristiche perché tutti siamo figli di Dio, ovvero scintille di
un'unica fiamma dalla quale è nata tutta quanta la Creazione. Non si
parla quindi di un Dio sul trono che giudica, né si pongono dei
paletti al comportamento umano. Tutti possiamo vivere l'energia del
Cristo solo che dobbiamo uscire da noi per andare verso gli altri,
dobbiamo smettere di vivere isolati per diventare cellule di un corpo
più grande. Non c'è dunque alcuna separazione fra noi e gli altri,
fra noi e la Natura, fra noi e Dio, si tratta dell'illusione dell'ego
che cerca di mantenere la propria individualità come entità separata
nel gioco duale della vita terrestre, dove esplode più forte e
significativo il conflitto fra il piccolo sé immanente e il
trascendente grande Sé Superiore, partecipe della natura divina. E'
come un gioco di specchi e di rimandi dove la mente umana si perde.



Come duemila anni di storia ci fanno capire il seme di allora
continua a fiorire e questi sono i tempi segnati sul grande orologio
cosmico perché avvenga la vera rivoluzione cristica, il
capovolgimento totale della realtà, la comprensione della Verità.
Gesù diceva spesso che l'albero si giudica dai suoi frutti, ebbene la
Chiesa costruita sulle sue presunte parole, sulle sue presunte verità
non è stata e non è una Chiesa fondata sull'Amore. Le pietre angolari
degli apostoli Pietro e Paolo sono state tutt'altro, l'obbedienza
cieca, la remissione dei peccati, il senso di colpa, la sofferenza
della Croce. Ne è stato costruito un edificio che oggi mostra tutte
le sue crepe perché la verità è forza, è indistruttibile, mentre la
menzogna col tempo mostra il suo vero volto. Soltanto operando con
l'Amore incondizionato come cemento, unito all'integrità e
all'equità, il risultato rimane a perenne testimonianza. Soltanto con
la visione di Dio, di Cristo e di tutti i Maestri di Saggezza, visti
come pura espressione dell'Amore di Dio Padre-Madre nel manifesto e
nel non manifesto, ma ugualmente esistente, noi possiamo portare a
termine la nostra rivoluzione interiore.



Elevando il nostro livello vibrazionale l'energia cristica ci
permette di entrare in sintonia con il divino che è in noi e in tutto
ciò che ci circonda, siano i fiori di campo o le galassie più lontane
nel Cosmo. Il ritorno del Cristo dunque non è il ritorno di un
personaggio storico, di un essere umano che come Gesù torna a
predicare la "Buona Novella".

Non dobbiamo aspettarci l'incarnazione di qualche santo uomo o di una
donna ispirata che poi si manifesterà al mondo per riproporci una
storia già vissuta dall'anima. No. Oggi parliamo piuttosto di energia
perché sappiamo dalla fisica quantica che il mondo così come lo
vedono i nostri sensi non esiste, è un'illusione che creiamo attimo
per attimo con i nostri pensieri, le nostre convinzioni profonde che
chiamiamo cultura. Perciò se noi cambiamo i nostri modelli di
riferimento, se rifiutiamo una cultura basata sullo sfruttamento
dell'altro, sulla paura dell'ego di essere estromesso dalla guida
della nostra vita, sulle emozioni più negative possiamo cambiare noi
stessi e creare un mondo migliore.



Un mondo dove ognuno di noi è cocreatore della propria realtà, una
realtà di benessere, di equità, di equilibrio. Un mondo dove l'Amore
è il primo motore, quel motore che "move il sole e le stelle", come
aveva intuito la grandezza del Sommo Poeta.



Entrare nel profondo dell'insegnamento cristico, leggerne i discorsi
oltre il velo delle parole umane, significa imparare che soltanto noi
umani siamo gli artefici del nostro destino, ché tutto ciò che ci
circonda è energia e tutti dunque siamo uguali in questo, al di là
della forma e della consistenza. Senza distinzione fra le particelle
subatomiche e i grandi sistemi stellari. Siamo in eterno movimento,
come lo sono le nostre emozioni, i nostri sentimenti, perché siamo
tutti fatti della stessa sostanza del Padre-Madre, a sua immagine e
somiglianza. E' questa l'Unica Verità che il Cristo ha insegnato ed
ha lasciato a noi sapendo che quando l'evidenza dei fatti avrebbe
modificato le nostre vecchie convinzioni molte anime avrebbero
risposto al segnale della propria coscienza in movimento. Una
coscienza spesso dormiente, sotto strati di convinzioni e di
emozioni, bloccata dalla paura e dai sensi di colpa, titubante
nell'affrontare l'incognita del nuovo.



Ora sappiamo che non è più così e le condizioni estreme di nostra
sorella Terra, avvelenata dall'inquinamento ambientale e dalla
sofferenza dei popoli affamati e stuprati dall'ego dei potenti, ci
invitano a fare la nostra parte, ad aprire le porte del nostro cuore
all'energia d'amore, a connettere la nostra anima con la Grande Anima
Universale affinché si compia questa rivoluzione realizzando le
beatitudini sulla Nuova Terra, permettendo alla Nuova Era di entrare
nel cuore degli uomini per poi cristallizzarsi come realtà da vivere
giorno per giorno.