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Tiziano scrive:
Ho seguito un po' qui sul sito un po' in maniera trasversale l'argomento "morte". A dire tutta la verità, a dispetto della mia età, sono quasi 25 anni che mi interesso all'argomento, la riflessione,penso, nasca spontanea e cioè, qualcuno,si chiederà :"come mai un 17enne che era un fervente cattolico praticante d'un tratto comincia a leggere libri "alternativi" (per la chiesa cattolica) inerenti la pre-post morte?" Brevemente Vi spiegherò come giunsi ad approcciarmi a libri di Moody e compagnia,quando qui in Italia erano appena stati pubblicati. All'età di 14 anni frequentavo,proprio una biblioteca cattolica che rimaneva aperta solo d'estate per i turisti;i libri erano accuratamente "selezionati" per non indurre in "tentazione"....per essere chiaro e non essere travisato libri che trattavano argomentazioni di altre religioni erano rigorosamente "bannati"/esclusi/ "modificati" ad hoc, a uso e consumo della "fratellanza cattolica". Forse a qualcuno posso apparire polemico?Magari a qualche fervente Cattolico? Ebbene non è assolutamente così,non vorrei che il mio modo di esprimermi fosse fuorviante, tutto ciò che scrivo è frutto di analisi obiettiva ed esperienza vissuta. Ma torniamo a noi, torniamo a me stesso, 14enne che, per sbaglio (?) si imbattè in due libri,in questa biblioteca della parrocchia,un libro di yoga e un "vademecum" del training autogeno. Iniziai a leggere il libro di yoga, nella prima parte trattava l'alimentazione/stile di vita,nella seconda le "asana" e nella terza parte,evidentemente "sfuggita" al "clero", si parlava della filosofia yoga e,tra le altre cose della reincarnazione. A questo punto fermo subito alcune persone che stanno leggendo questo scritto, più precisamente quelle persone che hanno la convinzione che un uomo possa,magari per punizione, o altri motivi, reincarnarsi in una mucca o altri animali ecco se la pensate così fate la cortesia di fermarvi,queste cose che andrò a scrivere non sono cose che fanno per Voi,non ho nessuna intenzione di convincerVi o fare proselitismo; bene, a questo punto un po' di scrematura è stata fatta,almeno,le persone che continueranno nella lettura saranno persone aperte al dialogo e senza prevenzioni ,almeno così spero. Finita questa lunga premessa andiamo alla sostanza. Affascinato dalla teoria della reincarnazione,che trovai la cosa più giusta ed equa, decisi di vedere come la pensava la chiesa;andai da un prete e gli esposi le mie perplessità e il fatto che trovassi più giusto avere la possibilità di reincarnarsi fino a raggiungere l'illuminazione e,di conseguenza, l'unione con l' "Uno" piuttosto che la loro teoria del paradiso/purgatorio/inferno (serie A/serie B/serie C senza possibilità di promozione per questa ultima categoria? Forse se Dio era Moggi avrebbe fatto le cose più onestamente! Se qualcuno si sta scandalizzando significa che non ha seguito le mie avvertenze all'inizio,siete gentilmente pregati di smettere di leggere,state tranquilli non vi mando "all'inferno"mi fate solo una cortesia). Ma torniamo al dialogo con il prete,la sua risposta fu che " la chiesa cattolica non prevedeva la reincarnazione,ma bensì,la resurrezione della carne e che, per un cattolico,non era possibile credere contemporaneamente alla reincarnazione e ritenersi cattolico, sarebbe come tenere il piede in due scarpe" concluse il prete. Ascoltato quanto esposto con molta cura "sfilai" il mio piede dalla "scarpa" cattolica e mi trovai finalmente a mio agio; adesso c'erano tutte quelle risposte che non avevo mai avuto e che avevo accettato per dogma. Contemporaneamente leggevo ,e iniziavo a praticare, il training autogeno dello Svizzero Johannes Heinrich Schultz. Fino dalle prime sedute (praticavo un metodo da autodidatta) iniziai a sentire delle sensazioni stranissime che,nel vademecum,nella sezione effetti collaterali oppure indesiderati, non venivano contemplati. Praticamente non sentivo più il mio corpo,perdevo la percezione dello stesso mi sentivo "galleggiare" avevo la sensazione ,ad esempio, di essere girato su un fianco mentre,invece, ero disteso sulla schiena. Comunque erano tutte sensazioni molto piacevoli,non ci feci molto caso.Nei mesi seguenti continuai con il T.A. e ,a volte, facevo pure delle "asana",inoltre, cominciai a lavorare e, nella pausa pranzo, mi sedevo chiudevo gli occhi e, complice la stanchezza e la digestione, andavo in un profondo stato di meditazioni accompagnato da immagini ipnagogiche;in quel periodo,inoltre, durante la notte iniziai a fare strani sogni, sognavo cimiteri....poco tempo dopo, sempre durante il sonno, mi svegliai e sentì il corpo che vibrava presi molta paura e smettei di fare il rilassamento durante la pausa pranzo non prima però, che, sempre durante il sonno,in un paio di notti ebbi delle esperienze particolari. Nella prima il "sogno" fece da anello di congiunzione, ricordo che "scendevo" (a buoni intenditori....) con grande facilità la parete di un castello e giunto a terra da una porta a volta, "avvolta" ( suvvia rilassatevi...;) dal buio sentivo delle voci che mi chiamavano per nome, e più mi avvicinavo e più sentivo una sensazione di felicità pervadermi,una felicità mai sentita prima in vita mia che non aveva nulla di terreno;purtroppo,presi paura....e mi allontanai dalla porta.....da quel giorno il mio "scopo" è tornare su quella porta e oltrepassarla; adesso sarei pronto non avrei più paura. Un'altra esperienza che ebbi prima di smettere il "rilassamento" (convinto che ,sarebbe bastato riprenderlo, a "comando"per ritornare in quello "status"...) accadde sempre durante il sonno. Il ricordo,purtroppo, per una qualche "legge"(?) non è intatto;ricordo solo che mi trovai in un luogo,in un posto dove c'erano tutte le risposte a tutti i perchè della vita, ricordo solo che posi alcune domande sulle problematiche che mi riguardavano ,a quei tempi,e ricordo che mi dissi " Ecco perchè è così,è tutto così semplice,adesso che lo so, quando mi sveglierò, i problemi non ci saranno più" invece,al risveglio,rimase il ricordo solo di quello che ho trascritto qui adesso. Nei mesi,anni successivi lessi centinaia di libri per cercare di capire quello che mi era successo,le risposte le ho trovate in parecchi libri, in certi ho trovato la parte "tecnica" in altri quello "teorica"( una"collana" per tutti "Cerchio Firenze '77...dove "collana" non sta per l'autore e "Cerchio Firenze '77"non sta per titolo...). A questo punto della mia vita esaurita la fase della gioventù,dei sogni,dell'amore eterno,indifferente al successo ai traguardi lavorativi,con un destino (Karma?se non sapete cos'e' compratevi un buon libro non è che posso con una semplice lettera spiegarvi tutto....purtroppo, tutte queste mie parentesi,in teoria,servirebbero solo per provocarvi un po'/farvi sorridere ma,invece,ci sono veramente persone che non sanno il significato di parole elementari...torniamo al discorso in "corso" :) su da bravi) dicevo,con un destino che pare accanirsi contro di me, con eventi che sfiorano oltre che il paradosso pure il ridicolo la nostalgia di quella "Porta" diventa sempre più forte....il "come"arrivare a quella porta è secondario,millenni di indottrinamento hanno inserito nel nostro DNA, la convinzione atavica che,per varcare, quella Porta (non metto più le virgolette adesso avete capito a che porta mi riferisco...se non avete capito non importa andate a farvi un giro e pendete un po d'aria forse siete solo un po' stanchi) bisogna aspettare il momento nel quale "Madre Natura" ci farà cadere dall'albero....ma avete mai ragionato in un'ottica diversa? E' più proficuo far marcire un frutto sull'albero e aspettare che cada oppure "coglierlo" (e "osservate" le sfumature che sono state date al termine "cogliere"nel linguaggio comune) al giusto momento di "maturazione"?....Non necessariamente per essere "maturi" alla morte bisogna prima "marcire"..... parole e musica sempre di Tiziano,certo che se le avesse scritte Nietzsche sarebbe diverso no?... |
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