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Un
giorno,
all'improvviso,
il
guerriero
scopre
di
lottare
senza lo
stesso
entusiasmo
di
prima.
Continua
a fare
ciò che
faceva,
ma
sembra
che ogni
gesto
abbia
perduto
il suo
significato.
In quel
momento,
egli ha
una sola
scelta:
continuare
a
praticare
il Buon
Combattimento.
Recita
le sue
preghiere
per
dovere,
o per
paura, o
per
qualsiasi
altro
motivo,
ma non
interrompe
il suo cammino.
Sa che
l'angelo
di Colui
che lo
ispira
sta
facendo
un altro
giro. Il
guerriero
si
mantiene
concentrato
sulla
lotta, e
persevera:
anche
quando
tutto
sembra
inutile.
Dopo un
po’,
l'angelo
torna, e
il
semplice
fruscio
delle
sue ali
farà
ritornare
la
gioia.
Un
guerriero
della
luce
condivide
con gli
altri
tutto
ciò che
conosce
del
cammino.
Chi
aiuta,
viene
sempre
aiutato,
e ha
bisogno
di
insegnare
ciò che
ha
appreso.
Perciò,
egli si
siede
intorno
al fuoco e
racconta
com'è
andata
la
giornata
di
lotta. Un amico
gli
sussurra:
"Perché
parlare
tanto
apertamente
della
tua
strategia? Non vedi
che,
comportandoti
così,
corri il
rischio
di dover
dividere
le
conquiste
con
altri?"
Il
guerriero
si
limita a
sorridere,
e non
risponde.
Sa che,
se
giungerà
alla
fine del
viaggio
in un
paradiso
vuoto,
la sua
lotta
non avrà
avuto
alcun
valore. Il
guerriero
della
luce ha
appreso
che Dio
si serve
della
solitudine
per
insegnare
la
convivenza.
Si serve
della
rabbia
per
mostrare
l'infinito
valore
della
pace. Si
serve
del
tedio
per
sottolineare
l'importanza
dell'avventura
e
dell'abbandono.
Dio si
serve
del
silenzio
per
fornire
un
insegnamento
sulla
responsabilità
delle
parole.
Si serve
della
stanchezza,
perché
si possa
comprendere
il
valore
del
risveglio.
Si serve
della
malattia
per
sottolineare
la benedizione
della
salute.
Dio si
serve
del
fuoco
per
impartire
una
lezione sull'acqua.
Si serve
della
terra,
perché
si
comprenda
il
valore
dell'aria.
Si serve
della
morte
per
mostrare
l'importanza
della
vita. Il
guerriero
della
luce da,
prima
che gli
sia
richiesto.
Vedendo
questo,
alcuni
compagni
commentano:
"Chi ha
bisogno,
chiede."
Ma il
guerriero
sa che
c'e'
molta
gente
che non
riesce -
semplicemente
non
riesce -
a
chiedere
aiuto. Accanto
a lui ci
sono
molti
uomini
dal
cuore
talmente
fragile,
che si
impegnano
in amori
malsani;
sono
affamati
di
affetto,
e si
vergognano
di
mostrarlo.
Il
guerriero
li
riunisce
intorno
al
fuoco,
racconta
delle
storie,
spartisce
il suo
cibo,
scherza
insieme
a loro.
Il
giorno
dopo,
tutti si
sentono
meglio. Coloro
che
guardano
alla
miseria
con
indifferenza
sono i
più
miserabili.
Le corde
che sono
sempre
in
tensione
finiscono
per
logorarsi.
I
guerrieri
che si
addestrano
senza
tregua
perdono
la
spontaneità
nella
lotta. I
cavalli
che
saltano
di
continuo
gli
ostacoli
finiscono
per
spezzarsi
una
zampa.
Gli
archi
che sono
costantemente
tesi non
scagliano
più le
frecce
con la
stessa
forza. Perciò,
anche se
potrebbe
non
essere
dell'umore
giusto,
il
guerriero
della
luce
cerca di
divertirsi
con le
piccole
cose
quotidiane.
Il
guerriero
della
luce
presta
ascolto
a Lao
Tzu,
quando
dice che
dobbiamo
distaccarci
dall'idea
dei
giorni e
delle
ore, per
rivolgere
sempre
più
attenzione
al
minuto.
Solo
così
riesce a
fronteggiare
taluni
problemi,
prima
che si
verifichino:
prestando
attenzione
alle
piccole
cose,
egli
riesce a
evitare
le
grandi
catastrofi. Ma,
pensare
alle
piccole
cose non
significa
pensare
in tono
minore.
Una
preoccupazione
esagerata
finisce
per
eliminare
ogni
traccia
di gioia
dalla
vita. Il
guerriero
sa che
un
grande
sogno é costituito
da tante
cose
diverse,
così
come la
luce del
sole é l'insieme
di
milioni
di
raggi.
Ci sono
momenti
in cui
il
cammino
del
guerriero
attraversa
periodi
di
routine.
Allora
egli
adotta
l'insegnamento
di Nachman
de
Bratzlav:
"Se non
riesci a
meditare,
devi
soltanto
ripetere
una
semplice
parola,
perché
questo
fa bene
all'anima.
Non dire
altro,
limitati
a
ripetere
la
stessa
parola
senza
fermarti,
innumerevoli
volte.
Essa
finirà
per
perdere
il suo
significato,
acquistandone
uno
nuovo.
Dio
aprirà
le
sue
porte, e
tu
arriverai
a usare
questa
semplice
parola
per
esprimere
tutto
ciò che
vorresti." Quando
e'
obbligato
a
ripetere
il
medesimo
compito,
il
guerriero
adotta
questa
tattica,
e
trasforma
il
proprio
lavoro
in
preghiera.
Un
guerriero
della
luce non
ha
"certezze",
ma un
cammino
da
seguire,
al quale
cerca di
adattarsi
in base
al
tempo. In
estate,
lotta
con
equipaggiamenti
e
tecniche
diversi
da
quelli
impiegati
in
Inverno.
Essendo
tollerante,
egli non
giudica
mai il
mondo,
utilizzando
il
concetto
di
"giusto"
o
"sbagliato",
bensì
sulla
base
dell'atteggiamento
più
adatto a
quel
determinato
momento.
Sa che
anche i
suoi
compagni
devono
adattarsi,
e,
quindi,
non si
sorprende
quando
essi
cambiano
atteggiamento.
A
ciascuno
da il
tempo
necessario
per
giustificare
le
proprie
azioni. Ma,
é molto
giusto
in caso
di
tradimento.
Un
guerriero
siede
intorno
al fuoco
con i
suoi
compagni.
Essi
trascorrono
ore e
ore
accusandosi
a
vicenda,
ma poi
finiscono
per
dormire
sotto la
stessa
tenda e
per
dimenticare
le
offese
pronunciate.
Di tanto
in
tanto,
nel
gruppo
arriva
un
elemento
nuovo.
Poiché
non
ha
ancora
una
storia
in
comune
con gli
altri,
l'uomo
mostra
soltanto
i suoi
pregi, e
alcuni
lo
vedono
come un
maestro.
Ma il
guerriero
della
luce non
lo
paragona
mai ai
vecchi
compagni
di
battaglia.
Lo
straniero
é il
benvenuto,
ma
si
fiderà
di lui
solo
quando
avrà
conosciuto
anche i
suoi
difetti. Un
guerriero
della
luce non
entra
mai in
battaglia
senza
conoscere
i limiti
del
suo
alleato.
Il
guerriero
della
luce
conosce
una
vecchia
espressione
popolare
che
dice:
"Se il
pentimento
uccidesse...
e sa che
il
pentimento
uccide
davvero:
corrode
lentamente
l'anima
di chi
ha fatto
qualcosa
di
sbagliato,
e
conduce
all'autodistruzione.
Il
guerriero
non
vuole
morire
in
questa
maniera.
Quando
agisce
con
perversità,
o
cattiveria,
poiché
anch'egli
e' un
uomo
pieno di difetti,
non si
vergogna
di
chiedere
perdono.
Se gli
e'
ancora
possibile,
concentra
ogni suo
sforzo
per
riparare
al male
che ha
fatto.
Se colui
che ha
colpito
e'
morto,
fa del
bene a
un
estraneo,
e offre
questa
buona
intenzione
all'anima
di colui
che ha
ferito. Un
guerriero
della
luce non
si
pente,
perché
il
pentimento
uccide.
Egli si
umilia,
e
rimedia
al male
che ha
causato.
Tutti i
guerrieri
della
luce
hanno
sentito
la madre
dire:
"Mio
figlio
si
comporta
così
perché
ha
perduto
la
testa,
ma in
fondo e'
una gran
brava
persona.
Benché
rispetti
la
madre,
egli sa
che non
e' così.
Non si
colpevolizza
per i
suoi
gesti
avventati,
e tanto
meno
passa la
vita a
perdonarsi
per
tutto
ciò che
fa di
sbagliato,
poiché
in
questa
maniera
non
correggerà
mai il
proprio
cammino.
Per giudicare
il
risultato
dei
propri
atti, si
basa sul
buon
senso, e
non
sulle
intenzioni
che
aveva
nel
compierli.
Si
assume
la
responsabilità
di ogni
sua
azione,
pur pagando
un
prezzo
alto per
gli
errori. Dice un
vecchio
proverbio
arabo:
"Dio
giudica
l'albero
dai
frutti,
non
dalle
radici." Prima di
prendere
una
decisione
importante,
come
dichiarare
una
guerra,
trasferirsi
con i
compagni
in
un'altra
pianura,
scegliere
un campo
da
seminare,
il
guerriero
si
domanda:
"Come
inciderà
sulla
quinta
generazione
dei miei
discendenti
questo
mio
gesto?"
Un
guerriero
ha
coscienza
che le
azioni
individuali
comportano
conseguenze
che si
prolungano
per
molto
tempo, e
deve
sapere
quale
mondo
sta
lasciando
alla sua
quinta
generazione. "Non
scatenare
una
tempesta
in un
bicchier
d'acqua,"
dice
qualcuno
al
guerriero
della
luce,
avvisandolo.
Ma egli
non
enfatizza
mai un
momento
difficile,
e cerca
sempre
di
mantenere
la calma
necessaria.
Nel
contempo,
non
giudica
il
dolore
altrui.
Un
piccolo
dettaglio
- che
non lo
colpisce
affatto
- può
divenire
lo
stoppino
per
scatenare
la
tempesta
che
covava
nell'anima
di un
suo
fratello
. Il
guerriero
rispetta
la
sofferenza
del
prossimo,
e non
tenta di
paragonarla
alla
propria.
La coppa
della
sofferenza
non ha
la
stessa
misura
per
tutti.
"La
prima
qualità
del
cammino
spirituale
e' il
coraggio,"
sosteneva
Gandhi . Il mondo
sembra
minaccioso
e
pericoloso
ai
codardi,
che
ricercano
la
sicurezza
menzognera
di una
vita
priva di
grandi
sfide, e
si
armano
fino ai
denti
per
difendere
quello
che
credono
di
possedere.
I
codardi
finiscono
per
costruire
le grate
della
loro
stessa
prigione.
Il
guerriero
della
luce
proietta
il suo
pensiero
al di la
dell'orizzonte.
Sa che,
se non
farà
niente
per il
mondo,
nessun
altro lo
farà
Allora
partecipa
al Buon
Combattimento
e aiuta
gli
altri,
anche
senza
comprendere
appieno
il
motivo
per cui
lo fa.
Il
guerriero
della
luce legge
con
attenzione
un testo
che
l'Anima
del
Mondo ha
inviato
a Chico
Xavier:
"Quando
riesci a
superare
dei seri
problemi
di
rapporto,
non
soffermarti
sul
ricordo
dei
momenti
difficili,
ma sulla
gioia di
avere
attraversato
anche
questa
prova
della
tua
vita.
Quando
esci da
un lungo
periodo
di
convalescenza,
dopo una
malattia,
non
pensare
alla
sofferenza
che e'
stato
necessario
affrontare,
ma
alla
benedizione
di Dio
che ha
consentito
la tua
guarigione. "Per il
resto
della
vita,
serba
nella
memoria
le cose
belle
che sono
sorte
nei
momenti
di
difficoltà.
Esse
saranno
una
prova
delle
tue
capacità
e ti
infonderanno
fiducia
dinanzi
a
qualsiasi
ostacolo. "Il
guerriero
della
luce si
concentra
sui
piccoli
miracoli
della
vita
quotidiana.
Se sa
vedere
ciò che
e'
bello,
e'
perché
ha la
bellezza
dentro
di sé,
giacché
il mondo
é uno
specchio
che
rimanda
a ogni
uomo il
riflesso
del suo viso.
Pur
conoscendo
i propri
difetti
e
limiti,
il
guerriero
fa il
possibile
per
mantenere
il buon
umore
nel
momenti
di
crisi.
In fin
dei
conti,
il mondo
sta
facendo
ogni
sforzo
per
aiutarlo,
quantunque
tutto
ciò che
lo
circonda
sembra
affermare
il
contrario. Esiste
un
residuo
emotivo:
esso
viene
prodotto
nelle
officine
del
pensiero.
E'
formato
dai
dolori
ormai
passati,
che
adesso
non sono
più di
alcuna
utilità. E'
costituito
dai
cauti
provvedimenti
che
hanno
avuto
un'importanza
in
passato,
ma che
nel
presente
non
servono
a
niente.
Il
guerriero
ha,
inoltre,
i suoi
ricordi,
ma
riesce a
separare
quello
che è
utile da
ciò che
non e'
necessario:
egli si
libera
del
proprio
residuo
emotivo.
Dice un
compagno:
"Ma
questo
fa parte
della
mia
storia.
Perché
devo
abbandonare
dei
sentimenti
che
hanno
segnato
la mia
esistenza?" Il
guerriero
sorride,
ma non
cerca di
provare
cose che
ormai
non
sente
più. Sta
cambiando,
e vuole
che i
suoi
sentimenti
lo
accompagnino.
Dice il
maestro
al
guerriero,
quando
lo vede
depresso:
"Tu non
sei
quello
che
sembri
nei
momenti
di
tristezza.
Sei
molto di
più
"Mentre
tanti
sono
partiti,
per
motivi
che non
comprenderemo
mai, tu
sei
ancora
qui.
Perché
mai Dio
si e'
portato
via
uomini
così
incredibili,
e ha
lasciato
te? "In
questo
momento,
milioni
di
uomini hanno
già
rinunciato.
Non si
infastidiscono,
non
piangono,
non
fanno
più
niente.
Si
limitano
ad
aspettare
che il
tempo
passi.
Hanno
perduto
la
capacità
di
reagire.
Tu,
però,
sei
triste.
E ciò
dimostra
che la
tua
anima e'
ancora
viva." A
volte,
nel
pieno di
una
battaglia
che
sembra
non
avere
fine, il
guerriero
ha
un'idea
e vince
in pochi
secondi.
Allora
pensa:
"Perché
ho
sofferto
per tanto
tempo,
in un
combattimento
che
avrebbe
potuto
risolversi
con
la metà
dell'energia
che ho
sprecato?"
In
verità,
ogni
problema,
una
volta
risolto,
sembra
molto
semplice. La
grande
vittoria,
che oggi
appare
facile,
e' il
risultato
di una
serie di
piccoli
successi
che sono
passati
inosservati.
Allora
il
guerriero
capisce
ciò
che e'
accaduto,
e dorme
tranquillo.
Invece
di
colpevolizzarsi
per il
fatto di
avere
impiegato
tanto
tempo ad
arrivare,
gioisce
sapendo
che
infine
e'
giunto
alla
meta.
Esistono
due tipi
di
preghiera.
Il primo
e'
quello
con cui
si
chiede
che
accadano
determinate
cose,
tentando
di
suggerire
a Dio
ciò che
Egli
deve fare. Al
Creatore
non si
concede
tempo,
ne'
spazio
per agire.
Dio, che
sa
benissimo
ciò che
e'
meglio
per
ciascuno,
continua
ad agire
come Gli
conviene. E colui
che
prega
rimane
con la
sensazione
di non
essere
stato
ascoltato.
Il
secondo
tipo di
preghiera
e'
quello
in cui,
anche
senza
comprendere
i
cammini
dell'Altissimo,
l'uomo
lascia
che
nella
propria
vita si
compiano
i
disegni
del
Creatore.
Implora
che gli
sia
risparmiata
la
sofferenza,
chiede
gioia
nel Buon
Combattimento,
ma mai -
in
nessun
momento
-
dimentica
di
pronunciare
la
formula:
"Sia
fatta la
Tua
volontà."
Il
guerriero
della
luce
prega in
questa
seconda
maniera.
Il
guerriero
sa che,
in tutte
le
lingue,
le
parole
più
importanti
sono
quelle
piccole:
"Si",
"Amore",
"Dio".
Sono
parole
che si
pronunciano
con
facilità,
e
colmano giganteschi
spazi
vuoti. Esiste
tuttavia
una
parola,
anch'essa
molto
piccola,
che
molti
hanno
difficoltà
a
pronunciare:
"No."
Chi non
dice mai
di no,
si crede
generoso,
comprensivo,
educato:
perché
il "no"
porta
con se
la nomea
di
maledetto,
egoista,
poco
spirituale.
Il
guerriero
non
cade in
questa
trappola.
Ci sono
momenti
in cui,
nel dire
"si"
agli
altri,
potrebbe
darsi
che,
contemporaneamente,
stia dicendo
"no" = a
se
stesso.
Perciò,
non
pronuncia
mai un
"si" con
le
labbra,
se il
suo
cuore
sta
dicendo
"no".
Sono
questi i
comandamenti
ai quali
nessun
guerriero
della
luce può
obbedire: Primo.
Dio e'
sacrificio Secondo.
Chi si
diverte
e' un
bambino. Terzo.
Gli
altri
sanno
ciò che
é meglio
per noi,
perché
hanno
più
esperienza. Quarto.
Nostro
dovere
é rendere
contenti
gli
altri.
è necessario
gratificarli,
anche se
ciò
comporta
rinunce
importanti. Quinto.
Non
bisogna
bere
avidamente
alla
coppa
della
felicità,
altrimenti
potrebbe
piacerci.
E non
sempre
l'avremo
fra le
mani. Sesto.
E'
necessario
accettare
tutti i
castighi.
Siamo
colpevoli. Settimo.
La paura
è un
segnale
di
allarme.
Non
correremo
rischi.
Un folto
gruppo
di
uomini
si trova
in mezzo
alla
strada e
sbarra
il
cammino
che
conduce
al
Paradiso.
Il
puritano
domanda:
"Perché,
i
peccatori?"
E il
moralista
urla:
"La
prostituta
vuole
partecipare
al
banchetto!" Il
custode
dei
valori
sociali
grida:
"Come
perdonare
l'adultera,
se ha
peccato?"
Il
penitente
si
strappa
le
vesti:
"Perché
guarire
un cieco
che
pensa
solo
alla
propria
malattia
e non
ringrazia
neppure?
L'asceta
si
straccia:
"Tu
lasci
che la
donna
sparga
sui tuoi
capelli
un olio
prezioso!
Perché
non
venderlo
e
comprare
del
cibo?" Sorridendo,
Gesù
tiene la
porta
aperta.
E i
guerrieri
della
luce
entrano,
trascurando
le urla
isteriche.
L'avversario
è sapiente
e
scaltro.
Appena
può, afferra
l'arma
più
facile
ed
efficace:
l'intrigo.
Quando
se ne
serve,
non ha
bisogno
di fare
grandi
sforzi:
perché
altri
stanno
lavorando
per lui.
Con
parole
male
orientate,
vengono
distrutti
mesi di
dedizione,
anni di
ricerca
dell'armonia.
Sovente
il
guerriero
della
luce
rimane
vittima
di
questa
trappola. Non sa
da dove
provenga
il
colpo, e
non ha
modo di
dimostrare
che
l'intrigo
e'
falso.
L'intrigo
non
permette
il
diritto
alla
difesa:
condanna
senza
processo. Allora,
egli
sopporta
le
conseguenze
e le
punizioni
commentate,
poiché
la
parola
ha un
suo
potere,
e il
guerriero
lo sa.
Ma
soffre
in
silenzio,
e non
usa
mai
quell'arma
per
attaccare
l'avversario.
Un
guerriero
della
luce non
e'
vigliacco.
"Dai
allo
sciocco
mille
intelligenze,
ed egli
non
vorrà
null'altro
se non
la tua,"
dice il
proverbio
arabo. Quando
il
guerriero
della
luce
comincia
a
piantare
il suo
giardino,
nota che
il
vicino
lo spia.
A costui
piace
dare
consigli
su come
seminare
le
azioni,
raccogliere
i
pensieri,
irrigare
le
conquiste.
Se il
guerriero
presterà
ascolto
a ciò
che
l'uomo
sta
dicendo,
finirà
per fare
un
lavoro
che non
gli
appartiene:
il
giardino
a cui si
sta
dedicando
deriverà
da
un'idea
del
vicino. Ma un
vero
guerriero
della
luce sa
che ogni
giardino
ha i
propri
misteri,
che solo la
mano
paziente
del
giardiniere
e'
capace
di
decifrare.
Perciò
preferisce
concentrarsi
sul
sole,
sulla
pioggia,
sulle
stagioni.
Sa che
lo
sciocco
che da consigli
sul
giardino
altrui
non sta
badando
alle
proprie
piante.
Per
lottare,
è necessario
tenere
sempre
gli
occhi
aperti.
E avere
al
proprio
fianco
dei compagni
fedeli.
Ma
capita
che,
all'improvviso,
quello
che si
batteva
insieme
al
guerriero
della
luce
diventi
un suo
avversario. La prima
reazione
è di
odio. Ma
il
guerriero
sa che
un
combattente
accecato
é perduto
nel
cuore
della
battaglia.
Allora
cerca di
ricordare
le belle
azioni
compiute
dall'antico
alleato
nel
periodo
in cui
hanno
convissuto.
Tenta di
comprendere
che cosa
lo abbia
spinto
al
repentino
cambio
di
atteggiamento,
quali
ferite
si siano
accumulate
nella
sua
anima.
Cerca di
scoprire
che cosa
abbia
portato
uno dei
due a
rinunciare
al
dialogo.
"Nessuno
è del
tutto
buono, o cattivo": ecco ciò
che
pensa il
guerriero
quando
capisce
di avere
un nuovo
avversario. Un
guerriero
sa che i
fini non
giustificano
i mezzi.
Perché i
fini non
esistono:
ci sono
solo i
mezzi.
La vita
lo
trasporta
dall'ignoto
verso
l'ignoto. Ogni
minuto
e'
rivestito
di
questo
mistero
appassionante:
il
guerriero
non sa
da
dove
viene,
ne' dove
sta
andando.
Ma non
e' qui
per
caso. E
la
sorpresa
lo
riempie
di
gioia, i
paesaggi
che non
conosce
lo
affascinano.
Molte
volte ha
paura,
ma
questo
fa parte
della
norma
per un
guerriero.
Se egli
pensasse
solo
alla
meta,
non
riuscirebbe
a
prestare
attenzione
ai
segnali
disseminati
lungo il
cammino.
Se si
concentrasse
su una
singola
domanda,
perderebbe
le varie
risposte
che gli
stanno a
fianco.
Perciò
il
guerriero
si
concede.
Il
guerriero
sa che
esiste
il cosiddetto
"effetto
cascata".
Ha visto
molto
spesso
qualcuno
comportarsi
in
maniera
sbagliata
con chi
non
aveva il
coraggio
di
reagire. Allora,
per
vigliaccheria
e
risentimento,
questi
ha
riversato
a
propria
rabbia
su
qualcun
altro
più
debole,
che l'ha
scaricata
su un
altro
ancora,
in una
vera
e
propria
catena
d'infelicità. Nessuno
conosce
le
conseguenze
delle
proprie
crudeltà.
Perciò
il
guerriero
è prudente
nell'uso
della
spada, e
accetta
solo un
avversario
che sia
degno di
lui. Nei
momenti
di
rabbia,
prende a
pugni la
roccia e
si
ferisce
la mano.
Alla fine la
mano
guarisce.
Ma il
bambino
che ha
finito
per
prenderle
perché
suo
padre ha
perso un
combattimento
sarà
marchiato
per il
resto
della
vita.
Quando
arriva
l'ordine
di
trasferimento,
il
guerriero
guarda
tutti
gli
amici
che si
e'
fatto
durante
il
cammino. Ad
alcuni
ha
insegnato
a udire
le
campane
di un
tempio
sommerso,
ad altri
ha
raccontato
storie
intorno
al
fuoco.
Il suo
cuore si
rattrista,
ma egli
sa che
la
sua
spada e'
sacra, e
che deve
obbedire
agli
ordini
di Colui
al quale
ha
offerto
la sua
lotta.
Allora
il
guerriero
della
luce
ringrazia
i
compagni
di
viaggio,
trae un
profondo
respiro
e va
avanti,
portando
con se i
ricordi
di un
viaggio indimenticabile._._,_.___
PAULO
COELHO
-
MANUALE
DEL
GUERRIERO
DELLA
LUCE -
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