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Vita
di
donna.
é tanto
tempo
che "mi
sono
messa
da
parte".
Sarebbe
ipocrisia
dire che
non mi
mancava
quella
parte
animica,.ma
l'avevo
riposta
accuratamente.
Ho
vissuto
per
decadi
con un
solo
uomo
importante;
anche
quando
non lo
era più
ho
continuato
a
credere
che ci
fosse!
Giovanissima-
bellissima-
-
incantata
più
dall'amore
..che
dal
provarlo
infine
veramente--ho
investito
letteralmente
-in un
lui che
non era
preparato
o non
poteva
(succede)
con quel
fiume
impetuoso
che
avevo
dentro;.
Straripavo!
In ogni
dimensione.
Eccessiva-
totale-
pretenziosa-
soffocante
per un
qualcuno
non
portato
a
manifestazioni-non
volendo
nemmeno
scoprirle
insieme-
Cosa che
io
richiedevo.
Oggi lo
capisco
in
parte.
Quella
fanciulla
-valanga-!!
Viva
,vibrante,.goduriosa
e
oltre..l'ha
spaventato!!
Persino
la
maternità;
-da me
vissuta
come
fossi
stata
l'unica
ad avere
una dono
così
grande-anche
qui si
spiega
in parte
il mio
essere
traboccante
.La
pancia..il
sentire
il
bambino..l'allattamento
( l'atto
più
bello
del
mondo)
equivalente
all'altro
atto in
amore
tra due
esseri-
Vivevo a
mille
ogni
attimo.
Con il
tempo
capii
che non
potevo
pensare
e volere
che
anche
lui
fosse in
quella
dimensione.
Mi
spensi..e
la
musica e
i doveri
fecero
di me
una
donna
come lui
voleva.
Le
malattie
fisiche
sono
corrispondenze
dell'anima
non
ascoltata.
Mi
operai
per vari
disturbi
più
volte.
Allora
non
riconobbi
l'origine:
pensai
fosse
sfortuna
o lavoro
e stress
eccessivo;l'aiutai
quando
perse la
ditta-
lavoro-
stima di
se
stesso-
incolpai
il..fato.
Era
spaventosamente
geloso,intuiva
un
qualcosa
di non
spiegato:avvertiva
me, non
capiva e
non
lasciava
io
spiegassi
a fatti
(parole
tante)
la mia
anima.
Il
tempo.
I
bambini
sono
diventati
ragazzi-
uomini e
donne
ben
protetti
e
accuditi
da me e
lui alla
domenica
casalinga.
Non
ricordo
niente
di
condiviso
insieme.
Certo:
le
ricorrenze
con la
"grande
famiglia"-padri
-madri-
zie-
amici.
Mi
ritrovavo
a
cucinare
per
giorni
e per
tanti .
Natali-
Capodanni-
Pasque-
Era un
modo per
non
pensare
a me; e
lui..piaceva
e anche
ai
figli.
Figli
grandi
un
giorno.
Le
giornate
difficili
..io e
lui
soli..niente
da dire
se prima
non si è
allevato,il
poi
diventa
imbarazzante
silenzio.
Feci
altri
corsi
studio
per
prendermi
qualifiche
a cui
diedi
importanza
..in
realtà
mi
tenevano
occupata
e alla
sera
distrutta
per lo
studio.
La mia
casa .
Vivevo
molto in
giardino.
Amo il
giardino
e quello
che
anche li
potevo
creare.
Un campo
incolto
per me
era il
mio
vivere
una
storia.
Pensavo
alle
piante
da
metterci.:
quelle
che mi
piacevano
e a
quelle
che in
realtà
potevano
vivere
con
quella
terra.
Studiai
anche in
quella
dimensione
il modo
giusto
per non
violentare
o
interferire
nella
natura
del
luogo..(come
nelle
vita )
mi
adattavo
e
rispettavo
l'altro,altra
in
questo
caso.
In poco
tempo il
mio
giardino
divenne
una
magnifico
spaccato
di amore
e
costanza
nell'amore...lui
era me
in ogni
angolo.
Se
l'avesse
visto
qualcuno
nella
sua
interezza
e avesse
avuto la
delicatezza
di
sorprendersi:-
non per
la
bellezza
soltanto-
per
l'accorgersi
che era
nella
scelta e
nel
comprendere
le
stagioni
..nel
desiderio
di far
fiorire
quel
qualcosa
e amarlo
..fosse
stata
anche
una
roccia
ci
mettevo
il fiore
che
poteva
viverci
insieme..la
roccia e
il
fiore..l'analogia
era
evidente
solo
per
l'anima
.
Mi
cimentai
con
l'orto..io..bella
donna
allora..minuta
fuori:
non
comunque
pronta a
desistere
se la
sfida
era solo
il non
sapere.
Studiai
i
contadini
vicini
(le loro
abitudini-
tradizioni-custodite
da
generazioni)..io
cittadina.
(per
loro con
la puzza
sotto al
naso).già
classificata
donna di
mondo
viziata
(l'aspetto)..riuscii
con il
tempo a
farmi
l'orto !
I miei
cari
vicini
(lo sono
diventati
con il
tempo)
criticavano
questa
donna
(senza
maschio)
a lui
non
piaceva
la
terra.
Al
mattino
presto
mi
cimentavo
con pala
e corda
per
delineare
le
aree..non
disdegnando
nessuna
fatica
fisica:
le gocce
di
sudore
nascevano
tra i
capelli..fermate
da una
striscia
di
stoffa
sulla
fronte..insufficiente
per il
copioso
sudare
che si
espandeva
sulle
ciglia...quasi
ad
oscurarmi
il
lavoro;
con il
braccio
non
certo
più
pulito
detergevo
e
sporcavo
il volto
con la
polvere
terrena
sollevata
magari
l'ora
prima.
Meravigliosa
sensazione
di
appartenere
alla
terra.
Il
profumo
del
sudore e
della
terra
mescolati.
Magnificenza.
Il mio
giardino
orto .-
fiori
-le
rose- la
frutta
-le
zucchine..
tutto
era uno
splendore..persino
l'umile
prezzemolo
mi
ricambiava
con
l'amore
che
aveva
ricevuto..una
gloria
per me.
Mi
alzavo
presto
al
mattino
per
portare
acqua al
mio
giardino
e alla
sera era
l'ultimo
lavoro
bagnare
tutto..tardi..perchè
così la
terra
non
avesse a
soffrire
per lo
sbalzo
termico.
Tutto
con la
pompa a
mano e
qualche
ingegnoso
stratagemma
per i
pomodori
,-tipo
la canna
con i
buchi-
niente
di
elettrico
o
comandato
ad
ore..
non era
solo un
dare da
bere; io
ero lì.
E ogni
pianta
aveva
l'acqua
per se
condita
da
quello
che ha
un nome
magico.
Con il
tempo i
contadini
iniziarono
a
salutarmi:
burberi
all'inizio,
piano
piano
più
gentili.
Le loro
mogli
prima
assenti
(presenti
dietro
alle
finestre)
capirono
la mia
non
pericolosità
(verso i
loro
uomini)
uomini
che poi
mi
aiutarono-
ammiravano!
Ero
diventata
una di
loro!
Ancora
oggi
vado a
salutare
quelli
che sono
rimasti,
mi
vogliono
un gran
bene e
io
anche..
Quando
mi
ammalai
le loro
mogli
vennero
a
trovarmi:
quando
ritornai,
dopo
tanto
tempo a
casa-traballante
e
debole-
ricorderò
per
sempre
uno di
loro
particolarmente
chiuso:
scesa
dalla
macchina
lo vidi!
Appoggiato
noncurante
sul
confine
delle
nostre
case,
con la
forca
impugnata
tra le
mani
forti.(strumento
che non
serviva
in
quella
stagione).
La
memoria
riporta
la sua
canottiera
non
pulita e
il suo
copricapo..(tipo
di
berretto
anch'esso
memore
di tante
sudate;
ricorderò
la sua
espressione.
.Cercava
di
essere
duro..ma
i suoi
occhi
erano
umidi ,
dolci,
amorevoli..mi
toccò la
mano
timidamente
..nessuna
parola.
Avevamo
svelato
i nostri
sentimenti
di
comprensione
e
rispetto
reciproco.
Racconto
quella
che
sono.
Sono
stata
amata
dai più
semplici...ma
non da
chi
credevo
potesse
amarmi.
G.
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